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Il Palazzo delle banche in via Santa Teresa 11, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti

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Il Palazzo delle banche in via Santa Teresa 11: un imponente complesso, che ci viene descritto dalla nostra House Hunter Laura Polesinanti

L’imponente palazzo che sorge sull’angolo di via Santa Teresa con via dell’Arsenale incontra inevitabilmente il nostro sguardo, quando proveniamo a piedi da piazza San Carlo. Più defilato è l’attiguo palazzo in via Santa Teresa 11.


Ci troviamo all’interno del quartiere finanziario, nato quando la Banca Commerciale Italiana decise di insediare una filiale a Torino. L’edificio in via Santa Teresa 11, che oggi è sede della Banca Regionale Europea, fin dalla metà dell’Ottocento ha ospitato istituti bancari.


Non è facile ricostruire la storia dello stabile a causa dell’avvicendarsi di proprietari nel tempo. Il primo documento conosciuto è un atto di vendita che risale al 1648 in cui si menziona un palazzo in costruzione in quella che oggi è via Santa Teresa.


Intorno al 1690 l’immobile risulta venduto al principe Francesco Sigismondo D’Este; nel 1710 pare ne divenne proprietaria la famiglia Caisotti di Casalgrasso. La vicenda si complica a partire da inizio Ottocento, fra alienazioni e successioni.


Nel 1850 Lodovico Pallavicino Mossi acquisì l’intero stabile. A partire dal 1856 un’ala dell’edificio divenne sede del Banco di Sconto e Sete, incorporata nel 1863 con la Cassa di Sconto di Torino.  A partire da questa data il palazzo non vide altro che istituti bancari.


L’autore ignoto e i dettagli


Non si conosce l’autore del progetto. La sequenza portone, atrio, cortile è tipica di inizio Seicento, ma non ci sono certezze sui tempi di realizzazione del progetto originario. All’epoca dei Pallavicino le carrozze proseguivano fino alle scuderie, in un secondo cortile più piccolo dietro il palazzo.

Il Palazzo delle banche in via Santa Teresa 11, un gioiello di cui ci parla la nostra House Hunter Laura Polesinanti


Le attuali linee della facciata esterna sono state attribuite all’architetto Amedeo Peyron e risalirebbero al 1852. Il palazzo ha subito nel tempo modifiche strutturali e decorative, anche in funzione del gusto dei diversi proprietari. Oggi rappresenta una preziosa testimonianza dell’evoluzione dell’architettura sabauda.


A cura di Laura Polesinanti, House Hunter ed intermediaria immobiliare