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A Torino i più indisciplinati sono i pedoni. A sorpresa battono ciclisti e automobilisti

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A Torino i più indisciplinati sono i pedoni. A sorpresa battono ciclisti e automobilisti

Si è appena concluso un esperimento che ha coinvolto vari ricercatori nelle ultime settimane. Il risultato? A Torino, contrariamente a quanto si possa pensare, i più indisciplinati sono i pedoni. Per le vie della città si comportano peggio di ciclisti e automobilisti.

Il dossier che riporta questi dati si trova all’interno del Rapporto Giorgio Rota 2019, il progetto del Centro Einaudi dedicato al futuro delle città. Per rilevarli, i ricercatori hanno compiuto dei sopralluoghi lungo una ventina di itinerari cittadini: in 24 ore di osservazione sul campo, in diversi giorni e fasce orarie, sono stati scrutati oltre 300 chilometri di strade torinesi.

Gli invasori delle strade a Torino

Dalle osservazioni risulta che i pedoni sono le figure più indisciplinate della città: per il 47% dei casi passeggiano lungo le piste ciclabili come se fossero marciapiedi. Molte volte ciò è dovuto a segnalazioni carenti. Capita allora che un pedone cammini tranquillo – del tutto inconsapevole dell’esistenza di una ciclabile – e si spaventi per lo sfrecciare improvviso di un ciclista, che legittimamente stava proseguendo per la sua strada.

Al contrario, i ciclisti che invadono i marciapiedi sono una minoranza, il 17%. Mentre le auto che sconfinano su ciclabili o marciapiedi sono il 36%.

Insomma a Torino nessuno sta al proprio posto.

Le osservazioni hanno riscontrato 496 casi di “invasione” di corsie altrui: in media, un “invasore” ogni tre minuti, uno ogni 600 metri di strada.

“Dalle nostre analisi – precisa il sociologo urbano del Politecnico Luca Davico, coordinatore del gruppo di ricerca del Rota – emerge che dove i reciproci spazi sono ben progettati e chiaramente distinti, i casi di invasione sono pochissimi”. E insiste per una maggiore professionalità nel progettare gli spazi pubblici di Torino.

Sempre secondo i dati tratti dalla ricerca del Rota, a Torino le aree pedonali sono aumentante del 70% tra 2000 e 2017, ma rimangono circoscritte soprattutto al centro città. Ci sono anche più chilometri di piste ciclabili: dai 32 del 1990 ai 60 del 2000, ai 150 del 2010, agli attuali 191. Anche se rimaniamo ben lontani dall’obiettivo di 290 chilometri, fissato quindici anni fa dal primo Piano per la mobilità ciclabile del Comune.

E se analizziamo il rapporto tra chilometri di ciclabili e numero di abitanti, Torino è solamente al 48esimo posto tra i capoluoghi italiani. Il motivo è semplice: “Lo sviluppo della rete ciclabile negli anni – spiega Luca Davico – è stato quasi solo quantitativo, ben poco qualitativo”. Spesso mancano cartellonistica e indicazioni, fioriscono le buche e si polemizza sui monopattini elettrici.

Ma possiamo dire che siamo sulla buona strada per una mobilità sempre più sostenibile.

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