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Sorte incerta per l’ex grattacielo Rai. I proventi andranno a Roma?

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Da Giulia Licari

Ottobre 16, 2019

Ex grattacielo RAI di Torino in via Cernaia visto da piazza XVIII Dicembre, con la scultura sferica in primo piano

L’accordo Comune RAI ex grattacielo Torino continua a far discutere a distanza di anni. La questione riguarda lo storico edificio di via Cernaia, ex sede dell’emittente pubblica, abbandonato dal 2014 e mai realmente riqualificato. Dopo il fallimento di più aste pubbliche, il futuro del grattacielo è ancora incerto, ma al centro del dibattito resta un accordo siglato nel lontano 1956.

Le origini dell’accordo tra Comune e RAI

Nel 1956, l’amministrazione comunale di Torino concesse l’area su cui sarebbe sorto l’edificio alla RAI a un prezzo agevolato, pari a 227 milioni di lire. L’intesa prevedeva una clausola chiara: l’immobile doveva rimanere legato all’attività televisiva. In caso di cambio di destinazione d’uso, il Comune avrebbe potuto chiedere la restituzione della somma versata oppure dell’immobile stesso.

Il palazzo, progettato nel 1966 dall’architetto Aldo Morbelli, è stato la sede operativa della RAI fino al 2014. Da allora è rimasto inutilizzato, nonostante i numerosi tentativi di vendita e le proposte di trasformazione in struttura alberghiera.

Il nodo giuridico sul vincolo dell’accordo

A complicare la situazione c’è una decisione presa nel 2015: l’allora sindaco Piero Fassino rimosse formalmente il vincolo dell’accordo del 1956. Tuttavia, si è aperto un dibattito sulla legittimità di questa azione: può una delibera sindacale annullare un’intesa approvata dal Consiglio comunale?

Nel frattempo, la RAI punta a vendere l’immobile e reinvestire su Roma. Il Comune di Torino, invece, vorrebbe mantenere una parte dei proventi sul territorio. L’accordo Comune RAI ex grattacielo Torino potrebbe dunque tornare a essere centrale in un’eventuale trattativa futura o addirittura in sede legale.

Un patrimonio urbano in stallo

Il grattacielo, con 19 piani, 72 metri di altezza e 28.600 metri quadrati di superficie, oggi versa in stato di degrado. Le bonifiche all’amianto e gli alti costi di ristrutturazione hanno scoraggiato possibili investitori. La sua posizione strategica, però, lo rende ancora un bene appetibile, soprattutto nell’ottica di una riqualificazione della zona di Porta Susa.

Articolo aggiornato il 17 Aprile 2025

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Giulia Licari

Laureata in Lingue e Culture per il Turismo, con un Master online in Comunicazione digitale, Web marketing e Social media management (SDB), attualmente sto frequentando il corso di laurea magistrale in Comunicazione, ICT e Media . Da sempre amante di Torino e appassionata di comunicazione web e Seo