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A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume

A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume
A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume
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A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume e proteggere la flora e la fauna

Vedere a Torino il Po ripulito dalla plastica, dalle cartacce e da tutto ciò che lo inquina non è solo il sogno degli ambientalisti, ma anche e soprattutto di chi ama questa città.
Questo è senza dubbio uno degli obiettivi della città, che ha avviato la seconda fase del progetto “Il Po d’AMare”. Si tratta di una grande iniziativa, che prevede l’inserimento di reti galleggianti all’interno delle acque del fiume.
Si tratta di strumenti appositamente studiati, in grado di raccogliere i rifiuti presenti, senza andare a danneggiare la flora e la fauna (che, anzi, vengono preservate).
In questo caso, l’area in cui saranno operative le attrezzature sarà quella che va dal ponte Umberto I al ponte Vittorio Emanuele I. In sostanza, sarà coperta la zona che va dal Parco del Valentino fino a piazza Vittorio Veneto.
A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume e proteggere la flora e la fauna
A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume e proteggere la flora e la fauna

Obiettivi e soggetti partecipanti

Lo scopo di questo progetto è quello di ripulire le acque del Po, raccogliendo la sporcizia che lo contamina. I rifiuti rinvenuti vengono stoccati a terra, per essere poi destinati ai centri di riciclo.

A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume
A Torino il Po ripulito dai rifiuti e dalla plastica: in acqua reti galleggianti per liberare il fiume

Queste imponenti operazioni vengono condotte in compartecipazione da soggetti pubblici e privati. Sono impegnati in questa iniziativa il Comune di Torino, l’Amiat, il Ministero dell’Ambiente, Iren, Corepla, Castalia e molti altri enti di spicco.

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Una volta analizzati i risultati, si procederà con l’applicazione di questo metodo anche in altre aree, possibilmente caratterizzate da centri abitati, come avviene in questo caso.

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