Storia

Non solo Torino: il museo Egizio di Berlino

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Che il Museo Egizio di Torino non sia l’unico al mondo è notizia ormai risaputa. Fin dai primi anni delle elementari, chiunque sia nato sotto la Mole Antonelliana sa che la collezione torinese è la seconda più grande al mondo, dopo quella del Cairo e prima di quella del British Museum.

Busto di Nefertiti
 

In Europa, però, c’è un’altra grande collezione di antichità egizie, che però per le vicende storiche hanno rischiato di distruggere.

Si tratta del Museo Egizio e Collezione di Papiri (Ägyptisches Museum und Papyrussammlung) di Berlino, fondato nel 1828 e quindi quasi coetaneo del Museo di Torino, avviato nel 1824.

 

La collezione berlinese ebbe origine dal lavoro di un italiano, il mercante triestino Giuseppe Passalacqua; i suoi pezzi furono esposti nel castello di Monbijou, costruito sulla Sprea, al nord di Berlino.

Esterno Neues Museum di Berlino
Neues Museum di Berlino

L’anno successivo l’egittologo tedesco Karl Richard Lepsius compì una missione in Egitto, raccogliendo elementi per ampliare la collezione.

Tra donazioni e aggiunte successive, il Museo raccoglie oggi svariati pezzi.

Il più celebre è il busto di Nefertiti

In tedesco Büste der Nofretete risale al 1338 AC ed è famoso in tutto il mondo per la bellezza ed eleganza della regina raffigurata.

 

Un’altra curiosità è il Papiro Westcar, conosciuto come il testo più antico mai ritrovato in cui si parli palesemente della magia. Dal 1850, la casa del Museo Egizio di Berlino fu il Neues Museum, sulla celebre isola dei musei.

Testa di una statua egizia al museo di Berlino

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la collezione fu però divisa in vari punti della città. Una scelta  per evitare che fosse distrutta totalmente.

Dopo la guerra, arrivò il Muro, che oltre alla città e alle famiglie divise anche la collezione: gran parte dei pezzi era rimasta a Berlino Est, e fu esposta al Bode-Museum. Il busto di Nefertiti, però, era stato portato ad Ovest con una piccola parte della collezione, e fu esposto a Charlottenburg.

L’intera collezione resistette tuttavia alla Guerra Fredda, ai trasferimenti e al rischio di razzie da parte dell’Unione Sovietica. La riunificazione tedesca risale al 1990, ma solo quindici anni dopo (nel 2005) la collezione tornò ad essere esposta nello stesso luogo, Charlottenburg.

Dal 2009, è tornata nella sua sede originale, il Neues Museum.

 

Giulia Ongaro

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