Primo lancio razzo combustile liquido in Italia: l’AR-3 di Robotti e il “luogo chiave” del Pian della Mussa

Da Alessandro Maldera
Settembre 10, 2026

Il Pian della Mussa, a Balme nelle alte Valli di Lanzo, non è solo un posto dove “finisce la strada”. Infatti è anche il punto in cui, il 9 maggio 1952, l’ingegnere Aurelio Robotti lancia l’AR-3 ha lanciato il primo razzo italiano a combustibile liquido a volare con successo.
E quindi sì: tra prati e montagne c’è un pezzo di storia tecnica italiana, spesso dimenticato, ma ancora leggibile sul territorio.
Focus sull’evento “spaziale”
- 9 maggio 1952: lancio dell’AR-3 di Aurelio Robotti al Pian della Mussa (Balme)
- 9 giugno: targa commemorativa e momento pubblico (Lions, SMAT, Comune, CAI)
- 1922: condotta dell’acquedotto verso Venaria (lavori avviati nel 1914, stop fino al 1921)
- 2008: centrale idroelettrica, 7,6 milioni kWh/anno e salto di 250 m
- 1964: citato il satellite San Marco, 12 anni dopo l’AR-3
9 maggio 1952: l’AR-3 di Robotti e il decollo che cambia la prospettiva
La data è netta, senza romanticismi: 9 maggio 1952. Il luogo anche: Pian della Mussa, comune di Balme. Robotti lancia l’AR-3 e, di conseguenza, quel pianoro entra nella memoria della missilistica italiana.
Non è un “esperimento poetico”: è un test riuscito, e perciò viene ricordato come primo lancio razzo combustile liquido in Italia con esito positivo.
Tra montagne, sentieri e panorami alpini, Pian della Mussa è uno dei luoghi più suggestivi del Torinese. Approfondisci cosa vedere e conoscere a Pian della Mussa
Un segno fisico per la memoria: la scultura di Ivo Massardo
A Balme viene ricordata anche un’opera scolpita da Ivo Massardo, per ricordare l’evento. Inoltre la collocazione è pratica: l’opera è segnalata nei pressi dell’ampio parcheggio della Trattoria Alpina al Pian della Mussa. Quindi non è “arte lontana”: è una memoria a portata di passo.
Perché si cita il San Marco (1964): dodici anni dopo, l’Italia in orbita
Nel racconto locale il 1952 non resta isolato. Infatti viene collegato a un’altra tappa nazionale: il satellite San Marco, mandato in orbita nel 1964, con l’idea che l’Italia, dopo URSS e America, riesca a ritagliarsi presto uno spazio nell’esplorazione.
Il punto, però, è la distanza temporale: solo 12 anni dopo l’AR-3. E quindi il Pian della Mussa diventa, almeno simbolicamente, l’inizio di una traiettoria più grande.
Tre date, un unico luogo: 1927, 1922, 1952 (sì, nello stesso posto)
Qui la faccenda si fa interessante perché non è solo “spazio”. Nel Pian della Mussa, infatti, vengono messi in fila tre avvenimenti che si richiamano a vicenda:
- 1927: la composizione de “La Montanara” di Toni Ortelli, considerata un inno della montagna
- 1922: l’acquedotto del Pian della Mussa, richiamato nei 90 anni
- 1952: il lancio dell’AR-3 di Robotti
In altre parole: lo stesso luogo tiene insieme poesia, infrastrutture e sperimentazione scientifica. Non male, per un pianoro “dove sembra finire la strada”.
La targa e il momento pubblico: chi c’è dietro
A Balme, al Pian della Mussa, la comunità ha ricordato Aurelio Robotti e il lancio del 9 maggio 1952 con una targa dedicata al pioniere della missilistica italiana. Il tutto in una cornice più ampia che tiene insieme anche i 90 anni dell’acquedotto del Pian della Mussa e la storia culturale della valle legata alla “Montanara”.
Dietro l’iniziativa ci sono più realtà del territorio, che si sono mossi insieme: Lions Club, SMAT, Comunità montana, Comune di Balme e CAI. E infatti il senso è proprio questo: non una celebrazione “da addetti ai lavori”, ma un passaggio pubblico che lega le imprese tecniche alla vita concreta della valle.
L’altro “spazio” del Pian della Mussa: acqua, acquedotto e centrale
Qui arriva la parte concreta, quella che ti tocca anche se non ami i razzi. Il Pian della Mussa è legato all’acqua, e quindi a Torino.
Secondo quanto riportato:
- i lavori dell’impianto iniziano nel 1914
- poi si fermano per la guerra fino al 1921
- inoltre serve una strada/collegamento per rendere l’area accessibile in tutte le stagioni
Viene sottolineato che il progetto fu coraggioso e lungimirante e, tuttavia, resta descritto come ancora efficiente dopo decenni. Si cita anche una stima economica attualizzata: oltre 100 milioni di euro. Infine, viene ricordato che nel 1922 è stata costruita la condotta che porta l’acqua dal Pian della Mussa all’impianto di Venaria.
C’è poi un dettaglio che fa effetto: il Pian della Mussa viene indicato come luogo che oggi contribuisce a rifornire d’acqua gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. Quindi lo “spazio” torna, ma attraverso l’acqua.
E nel 2008 viene citata l’inaugurazione della centrale idroelettrica:
- sfrutta un salto di 250 metri di colonna d’acqua
- produce 7.600.000 kWh l’anno, pari al consumo medio di oltre 2.000 famiglie
- 5% dell’energia serve per 5 nuovi pozzi al Pian della Mussa
- 95% viene immesso in rete
- dalla sua inaugurazione: oltre 21 milioni di kWh prodotti
FAQ – Pian della Mussa e spazio: chiarimenti essenziali
Il testo indica il 9 maggio 1952, con il lancio dell’AR-3 al Pian della Mussa (Balme), a cura dell’ingegnere Aurelio Robotti
Nel comune di Balme, nelle alte Valli di Lanzo, precisamente al Pian della Mussa
Perché viene citato come esempio del contributo italiano allo spazio: nel 1964 l’Italia porta in orbita il satellite San Marco, e nel racconto questo avviene 12 anni dopo il lancio dell’AR-3
È indicata nei pressi dell’ampio parcheggio della Trattoria Alpina al Pian della Mussa, a Balme
Lions Club, SMAT, Comunità montana, Comune di Balme e CAI

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



