Progetto serre intelligenti del Politecnico di Torino: coltivare senza terra risparmiando fino al 90% d’acqua

Da Alessandro Maldera
Settembre 08, 2026

Il Progetto serre intelligenti del Politecnico di Torino sperimenta nuovi sistemi per coltivare senza utilizzare il terreno, controllando in modo automatico le condizioni di crescita delle piante.
Il lavoro è portato avanti dal team studentesco Smart Green, che sviluppa celle climatiche, sistemi idroponici e aeroponici e tecnologie capaci di ridurre il consumo di risorse. Tra gli obiettivi c’è anche rendere più accessibile l’agricoltura verticale in ambienti protetti.
Serre intelligenti del Politecnico di Torino: scheda rapida
Tecnologie: coltivazione idroponica e aeroponica
Prime colture: fragole e lattughe
Prossimi test: patata e salicornia
Risparmio idrico: fino al 90% secondo i dati riportati dal Politecnico
Altri ambiti: piante tintorie, officinali, depurazione delle acque e coltivazioni in ambienti extraterrestri
Smart Green sviluppa serre automatizzate
Il progetto nasce all’interno del Politecnico con l’obiettivo di utilizzare tecnologie avanzate per rendere l’agricoltura più efficiente e sostenibile.
Smart Green è attivo da quattro anni e riunisce studenti con competenze differenti.
Il gruppo segue tutte le fasi dello sviluppo, dalla progettazione delle strutture alla realizzazione dei sistemi elettronici.
Sensori e dati per controllare la crescita delle piante
Una parte fondamentale delle serre intelligenti riguarda la raccolta delle informazioni.
L’elettronica consente di monitorare in tempo reale le condizioni nelle quali crescono le piante.
I dati possono quindi essere utilizzati per controllare e regolare l’ambiente di coltivazione.
L’obiettivo è creare condizioni il più possibile efficienti evitando sprechi di acqua ed energia.
Coltivazioni idroponiche senza terreno
Negli ultimi anni il team ha costruito diverse celle climatiche dedicate alla coltivazione idroponica.
In questi sistemi le piante non crescono direttamente nel terreno.
Le radici ricevono invece acqua e sostanze nutritive attraverso soluzioni controllate.
Questo permette di gestire con maggiore precisione le risorse necessarie alla coltura.
Le serre utilizzano anche l’aeroponica
Smart Green sperimenta parallelamente sistemi aeroponici.
Anche in questo caso non viene utilizzato il terreno tradizionale.
Le radici vengono mantenute in un ambiente controllato e ricevono acqua e nutrienti attraverso sistemi dedicati.
Idroponica e aeroponica rappresentano quindi due delle tecnologie centrali del progetto.
Le prime prove con fragole e lattughe
Le prime sperimentazioni hanno riguardato soprattutto fragole e lattughe.
Si tratta delle colture utilizzate dal gruppo per verificare il funzionamento delle celle climatiche e dei sistemi automatizzati.
Il progetto punta però ad ampliare progressivamente il numero di specie studiate.
I prossimi test su patata e salicornia
Tra le coltivazioni che verranno sperimentate prossimamente ci sono anche patata e salicornia.
La scelta di specie differenti permette di verificare come le tecnologie sviluppate possano adattarsi a esigenze biologiche e produttive diverse.
L’obiettivo non è quindi creare un sistema pensato per una sola coltura.
Piante tintorie per colorare naturalmente i tessuti
Le tecnologie vengono applicate anche alle piante tintorie.
Queste specie possono essere utilizzate per ottenere sostanze naturali impiegate nella colorazione dei tessuti.
La ricerca amplia così il campo di applicazione delle serre oltre alla produzione alimentare.
In futuro anche piante officinali per il settore farmaceutico
Un altro sviluppo previsto riguarda le piante officinali.
In futuro i sistemi messi a punto dagli studenti potranno essere sperimentati su specie destinate all’industria farmaceutica.
Le serre controllate potrebbero infatti permettere di gestire in modo preciso le condizioni di crescita di colture con caratteristiche particolari.
Il progetto Smart Green nasce all’interno di uno dei principali poli italiani dedicati a ingegneria, ricerca e innovazione. Approfondisci la storia del Politecnico di Torino, dalle origini alla crescita come centro universitario e tecnologico
Fino al 90% d’acqua in meno
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il consumo idrico.
Secondo quanto riportato dal Politecnico, le colture idroponiche e aeroponiche possono consentire una riduzione dell’utilizzo di acqua fino al 90%.
La possibilità di controllare e recuperare le risorse rende questi sistemi particolarmente interessanti nelle aree dove la disponibilità idrica rappresenta un problema.
L’obiettivo è ridurre anche il consumo energetico
Il progetto non si concentra esclusivamente sull’acqua.
Una delle sfide è contenere anche il consumo di energia necessario a mantenere in funzione serre, illuminazione, sensori e sistemi automatici.
Rendere economicamente sostenibili queste tecnologie significa infatti trovare un equilibrio tra produttività, risparmio di risorse e costi energetici.
Agricoltura verticale in ambienti protetti
Una delle direzioni principali della ricerca riguarda la coltivazione verticale.
Questo modello permette di organizzare le piante su più livelli, aumentando la superficie produttiva disponibile all’interno dello stesso spazio.
L’obiettivo dichiarato dal team è riuscire a rendere questo tipo di coltivazione in ambiente protetto il meno costoso possibile.
Perché l’agricoltura verticale può diventare importante
La ricerca risponde anche a problemi sempre più evidenti nel settore agricolo.
Tra questi ci sono:
- perdita di terreno coltivabile
- cambiamento climatico
- scarsità di acqua
- aumento dei costi energetici
Le colture protette e verticali vengono quindi studiate come una possibile risposta a condizioni ambientali e produttive sempre più complesse.
Piante utilizzate anche per depurare le acque reflue
Gli esperimenti del gruppo non riguardano soltanto la produzione agricola.
Smart Green ha lavorato anche sulla depurazione delle acque reflue attraverso piante e tecnologie agricole avanzate.
La vegetazione può infatti essere integrata all’interno di sistemi progettati per contribuire al trattamento dell’acqua.
Il progetto assume così anche una dimensione legata all’economia circolare e alla gestione delle risorse.
Dalle serre terrestri alle coltivazioni nello spazio
Tra le prospettive più particolari compare la possibilità di utilizzare queste tecnologie anche fuori dalla Terra.
Il team studia infatti ipotesi di coltivazione sulla regolite, il materiale presente sulla superficie di altri corpi planetari.
L’obiettivo a lungo termine è comprendere come sia possibile produrre alimenti in ambienti extraterrestri.
Coltivare cibo in ambienti estremi
La ricerca sulla regolite porta le serre intelligenti verso condizioni completamente differenti da quelle dell’agricoltura tradizionale.
In un ambiente extraterrestre diventa indispensabile controllare in maniera estremamente precisa acqua, nutrienti, temperatura ed energia.
Le competenze sviluppate nelle celle climatiche terrestri possono quindi rappresentare una base per studiare futuri sistemi di produzione alimentare nello spazio.
Un progetto che unisce più competenze
Uno dei punti di forza di Smart Green è il carattere multidisciplinare.
Gli studenti lavorano contemporaneamente su:
- strutture
- elettronica
- automazione
- raccolta dati
- sistemi agricoli
Questo permette di progettare l’intero sistema e non soltanto una singola componente della serra.
Dai prototipi alle applicazioni reali
Dopo aver sviluppato diversi prototipi, il progetto entra ora in una nuova fase.
L’obiettivo è avvicinare maggiormente le tecnologie sperimentate alle esigenze concrete dell’agricoltura.
Per farlo sarà necessario confrontarsi con chi opera direttamente nel settore produttivo.
Smart Green cerca aziende con cui collaborare
Il team è quindi alla ricerca di aziende interessate a collaborare.
Le partnership potranno riguardare nuove sperimentazioni e la progettazione di ulteriori sistemi.
Il confronto con le imprese dovrebbe permettere di trasformare progressivamente le soluzioni nate in ambito universitario in tecnologie utilizzabili anche sul campo.
Il futuro delle serre intelligenti studiate a Torino
Il Progetto serre intelligenti del Politecnico di Torino mette insieme agricoltura, automazione e sostenibilità.
Dalle fragole alle piante officinali, dalla riduzione del consumo idrico alla depurazione delle acque, fino alle ipotesi di coltivazione sulla regolite, Smart Green sta sperimentando applicazioni molto diverse.
La sfida principale sarà ora rendere queste tecnologie economicamente sostenibili e utilizzabili su scala più ampia, creando un collegamento sempre più stretto tra ricerca universitaria e settore agricolo.
FAQ – Smart Green del Politecnico: tecnologie, colture e obiettivi
È un team studentesco del Politecnico di Torino nato quattro anni fa e impegnato nello sviluppo di tecnologie per un’agricoltura più efficiente e sostenibile.
Sono tecniche che permettono di coltivare piante senza utilizzare il terreno tradizionale, controllando direttamente acqua e nutrienti.
Le prime sperimentazioni hanno riguardato fragole e lattughe.
Sono previsti test anche su patata e salicornia, oltre a ulteriori applicazioni su piante tintorie e officinali.
Secondo quanto riportato dal Politecnico, le tecniche sperimentate possono ridurre il consumo idrico fino al 90%.
Sì. Tra le ipotesi di ricerca figura la coltivazione sulla regolite, pensando a futuri sistemi per produrre alimenti in ambienti extraterrestri.
Il team sta cercando imprese interessate a partecipare alle sperimentazioni e allo sviluppo di nuovi sistemi agricoli.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



