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Taglio alberi corso XI Febbraio: le piante sono pericolose

Da Alessandro Maldera

Aprile 02, 2024

viale alberato di giorno

Nel corso degli anni, la città di Torino ha affrontato diverse sfide riguardanti la gestione dei grandi parchi e del verde pubblico. Una delle più importanti sono gli alberi invasivi, che minacciano la biodiversità e la sicurezza dei cittadini. Tra quelli più pericolosi troviamo gli olmi siberiani, diventati un problema significativo lungo corso XI Febbraio.

La situazione attuale degli olmi siberiani

L’alberata di corso XI Febbraio è costituita da un filare di olmi siberiani, dei quali sono rimasti solo 38 esemplari. Non solo questi alberi sono pericolosi per la biodiversità, ma anche per la sicurezza dei cittadini. Infatti, 22 degli olmi siberiani sono già morti e gli altri sono a rischio di crollo. La presenza di questi alberi invasivi rappresenta una minaccia per l’ecosistema locale e richiede un intervento tempestivo.

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Secondo l’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (Ipla), in Piemonte circa il 15% del patrimonio forestale è coperto da specie non autoctone. Gli olmi siberiani rientrano tra le sei specie “aliene” più invasive in questa regione. Tuttavia, non sono gli unici alberi a rappresentare una minaccia per la biodiversità.

Altri alberi invasivi presenti a Torino includono

  • l’acero negundo
  • la quercia rossa
  • l’alicanto
  • la paulownia
  • il ciliegio tardivo

Queste specie sono in grado di diffondersi rapidamente e di mettere a rischio la vegetazione autoctona.

La decisione del taglio alberi corso XI Febbraio

La decisione di abbattere gli olmi siberiani di corso XI Febbraio è stata presa all’interno del Piano operativo 2021-27 della Città di Torino. Questa decisione è stata motivata dalla necessità di proteggere la biodiversità locale e garantire la sicurezza dei cittadini. L’abbattimento degli olmi siberiani sarà seguito dalla sostituzione con nuove piante ad alto fusto e ad elevato valore ecosistemico. Una scelta per ripristinare l’equilibrio ecologico dell’area e a garantire la presenza di alberi che siano benefici per l’ambiente circostante.

Gli effetti degli alberi invasivi sulla biodiversità

La presenza degli olmi siberiani ha un impatto significativo sulla biodiversità locale. Queste specie “aliene” competono con le piante autoctone per risorse come la luce solare, l’acqua e i nutrienti nel suolo. Questa competizione può portare alla riduzione della diversità vegetale e alla perdita di habitat per altre specie animali. Inoltre, gli alberi invasivi possono alterare gli ecosistemi locali in vari modi. Ad esempio, possono influenzare la chimica del suolo, compromettere la crescita delle piante autoctone e modificare l’habitat per gli insetti e gli animali che dipendono dalla vegetazione locale.

Un problema globale

La diffusione degli alberi invasivi non è un problema limitato al taglio alberi corso XI Febbraio e a Torino, ma è un fenomeno globale. La globalizzazione ha accelerato la diffusione di specie vegetali non autoctone in tutto il mondo. La presenza di specie vegetali invasive rappresenta una minaccia per l’ambiente, la biodiversità e l’economia. Ad esempio, alcune specie invasive possono causare danni alle colture agricole e alle foreste, compromettendo la produzione di cibo e legname. Inoltre, possono influenzare negativamente l’ecosistema, alterando la catena alimentare e la distribuzione delle risorse.

Il ruolo delle istituzioni nella gestione degli alberi invasivi

La Regione Piemonte ha istituito un gruppo di lavoro sulle specie vegetali esotiche nel 2012, al fine di identificare le specie invasive e sviluppare strategie per contrastarle. Questo ha selezionato sei specie vegetali “most wanted“, tra cui gli olmi siberiani, da eradicare per proteggere la biodiversità locale.

La decisione di abbattere gli olmi siberiani di corso XI Febbraio è stata presa sulla base di pareri tecnici e scientifici. Gli esperti hanno valutato il rischio fitostatico e hanno certificato la necessità di intervenire per garantire la sicurezza pubblica. Questa decisione rappresenta un cambiamento di approccio nella gestione del verde pubblico, ponendo l’accento sul benessere dell’ambiente e sulla protezione del patrimonio arboreo per le generazioni future.

Le sfide future nella gestione del verde pubblico

La gestione degli alberi invasivi rappresenta solo una delle sfide nella gestione del verde pubblico. Le istituzioni devono affrontare anche altre questioni, come la conservazione delle aree naturali, la promozione della biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici. La pianificazione urbana sostenibile e la partecipazione dei cittadini sono fondamentali per affrontare queste sfide e garantire un ambiente sano e vivibile per tutti.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende