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Diminuzione bikesharing Torino 2024: Ridemovi dimezza il servizio

Da Alessandro Maldera

Marzo 18, 2024

Il bike sharing a Torino subisce un altro duro colpo con l’annuncio di Ridemovi di dimezzare la sua flotta di biciclette. Questa decisione si traduce nella rimozione di 1.000 biciclette tradizionali, lasciando solo le biciclette elettriche in circolazione. Una scelta improvvisa che ha lasciato perplessi i numerosi fruitore del servizio di condivisione delle biciclette in città

La decisione di Ridemovi

Dopo sei anni di attività e un servizio offerto in altre 40 città, Ridemovi taglia la sua flotta di biciclette tradizionali a Torino. Queste biciclette, che richiedevano pedalata muscolare, erano disponibili tramite un abbonamento annuale a un prezzo molto accessibile di 54 euro. La decisione di mantenere solo le biciclette elettriche è motivata dalla loro maggiore redditività.

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Difficoltà economiche e mancanza di supporto

La decisione di Ridemovi di ritirare le biciclette tradizionali è guidata principalmente dalle difficoltà economiche incontrate nel mantenere questo tipo di servizio. La società ha dichiarato che non è riuscita a trovare un equilibrio economico per le biciclette muscolarie quelle elettriche. Oltre alla mancanza di una strategia di sostenibilità condivisa con il Comune di Torino. Palazzo Civico, infatti, a differenza di altre città, ha scelto di non finanziare direttamente le società di bike sharing, rendendo difficile per Ridemovi mantenere il servizio a prezzi accessibili.

Bici tradizionali vs biciclette elettriche

La scelta dell’azienda solo le biciclette elettriche solleva la questione se il servizio di bike sharing stia diventando un lusso riservato a pochi. Le biciclette tradizionali erano più economiche e accessibili a tutti, mentre le biciclette elettriche sono più costose e rivolte a un pubblico con una maggiore disponibilità economica. Tuttavia, le biciclette elettriche generano un fatturato maggiore per l’azienda, grazie alla loro maggiore attrattiva per il pubblico.

Contesti diversi e bandi di gara

Come scritto, la situazione del bike sharing a Torino è influenzata anche da alcune decisioni prese dal Comune. Mentre in altre città è stato previsto un servizio multimodale che richiedeva agli operatori di mettere a disposizione della città biciclette elettriche, biciclette tradizionali e monopattini, a Torino sono stati previsti bandi separati per le biciclette e i monopattini. Questo ha comportato un costo aggiuntivo per Ridemovi nel mantenere le biciclette tradizionali, rendendo meno sostenibile economicamente il servizio.

Diminuzione bikesharing Torino 2024: un servizio per pochi?

La situazione attuale della mobilità condivisa solleva la domanda se questo servizio stia diventando un lusso riservato a pochi. Con il ritiro delle biciclette tradizionali, il servizio di bike sharing potrebbe diventare meno accessibile a persone con minor disponibilità economica. Inoltre, i monopattini in condivisione, che sono più costosi e meno adatti a tutte le fasce di età, potrebbero diventare la principale opzione per il trasporto individuale, limitando ulteriormente l’accessibilità del servizio.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende