Storia

Il concerto di Bob Marley a Torino: un’esperienza indimenticabile

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Il concerto Bob Marley Torino, tenutosi il 28 giugno 1980, è stato un evento storico che ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi ha avuto la fortuna di parteciparvi. La leggenda del reggae, accompagnata dalla sua band, i Wailers, ha regalato un’esperienza unica ed emozionante ai torinesi, che ancora oggi ricordano con affetto e nostalgia quella magica serata.

Un concerto che ha segnato la storia di Torino

Il concerto di Bob Marley a Torino è stato uno degli unici due eventi che il “re del reggae” ha tenuto in Italia. L’attesa per il grande evento era palpabile già dal giorno prima del concerto, quando molti giovani fan, muniti di sacchi a pelo, avevano iniziato a prendere posto davanti ai cancelli dello Stadio Comunale e in Piazza d’Armi. Anche i reduci dello show della sera prima a San Siro si erano uniti alla folla in attesa.

Nella mattinata del 28 giugno 1980, i bar di corso Sebastopoli, corso Unione Sovietica e via Filadelfia erano pieni di fan in attesa del concerto. Molti di loro approfittavano delle toilette dei locali per lavarsi, mentre altri iniziavano a consumare alcolici in vista dell’evento. Alle 16:00, finalmente, i cancelli dello stadio si erano aperti e i fan si erano immediatamente riversati all’interno

L’inizio del concerto: grande l’attesa per il “re del reggae”

Per rinfrescare il pubblico, esausto dopo ore di attesa sotto il sole, si lanciarono getti d’acqua sui i presenti. Nonostante qualche malore per il gran caldo, la situazione era rimasta sotto controllo grazie all’intervento tempestivo della Croce Rossa.

Prima dell’arrivo di Marley sul palco, si erano esibiti alcuni gruppi spalla. Il primo fu Roberto Ciotti, un chitarrista e cantante di blues di grande temperamento. A seguire, si presentò sul palco un giovane Pino Daniele, all’epoca venticinquenne, che con una chitarra acustica cantò in dialetto napoletano. Alla fine, salirono sul palco gli scozzesi della Average White Band, che però furono accolti con fischi e disapprovazione. Il pubblico, infatti, era impaziente di assistere all’esibizione del “re del reggae” ed era ormai stanco di aspettare.

L’arrivo di Bob Marley: Torino accoglieva una leggenda della musica

Finalmente, Bob Marley salì sul palco, illuminando lo stadio con la sua personalità carismatica e la sua energia contagiosa. Il suo look, caratterizzato dai capelli “rasta” e dai pantaloni di pelle alla James Brown, contribuì a creare un’atmosfera elettrizzante. Il pubblico non poteva che ballare e cantare sulle note delle sue canzoni, completamente rapito dalla musica.

Durante il concerto, Marley e i Wailers eseguirono alcuni dei loro brani più celebri, tra cui “Positive Vibration“, “Jammin‘”, “Exodus” e “No Woman No Cry“. La folla, ormai un corpo unico mosso dal vento dei ritmi in levare, si univa nei cori e nelle danze, trasformando lo stadio in un luogo di festa e condivisione.

L’ultimo ricordo della serata fu il momento dell’uscita dallo stadio dei fan, disorientati come se fossero appena tornati sulla Terra dopo un viaggio nello spazio. Molti vagavano alla ricerca delle loro auto o di un luogo dove trascorrere la notte, ma ciò che cercavano davvero era la “Terra Promessa” evocata dalla musica di Marley.

L’eredità del concerto di Bob Marley: un ricordo indelebile per i fan

Il Concerto Bob Marley Torino è diventato, nel corso degli anni, una sorta di mito, un simbolo di un’epoca irripetibile. Chi ha avuto la fortuna di assistere all’evento ne conserva il ricordo come un tatuaggio, consapevole di aver vissuto un momento di storia della musica.

Pochi mesi dopo il concerto, il 23 settembre 1980, Bob Marley tenne l’ultimo spettacolo della sua carriera a Pittsburgh. Afflitto da un malore, fu ricoverato e iniziò il suo calvario, che lo portò alla morte l’11 maggio 1981. Il concerto di Torino rimase, quindi, uno degli ultimi eventi in cui il “re del reggae” si esibì dal vivo, rendendolo ancora più prezioso nella memoria dei suoi fan.

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