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Sequestro di cani a Barriera di Milano: più di 50 animali salvati

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La recente scoperta di un’operazione di sequestro di cani a Barriera di Milano ha scosso l’opinione pubblica. Più di 50 animali sono stati salvati dalle autorità, che hanno rivelato condizioni di detenzione incompatibili con la loro natura. L’indagine è stata avviata dopo una segnalazione di una inquilina di uno stabile, che ha denunciato la situazione allarmante in cui si trovavano gli animali. In collaborazione con i carabinieri e i veterinari locali, i vigili urbani hanno condotto un blitz nelle diverse location coinvolte, scoprendo una rete di individui coinvolti nel traffico illegale di cani.

Le condizioni inumane in cui vivevano i cani

Durante il blitz delle autorità, sono state scoperte tre diverse location in cui i cani erano tenuti in condizioni disumane. Le abitazioni in uno stabile di Barriera di Milano e gli allevamenti nelle zone di Volpiano e Pinerolese erano caratterizzati da pavimenti ricoperti di escrementi non raccolti da giorni, se non settimane. L’aria era irrespirabile e gli animali erano costretti a vivere in spazi ristretti e sovraffollati. In totale, sono stati contati 31 cani adulti e 20 cuccioli, che erano tenuti in alloggi-lager.

Il ruolo delle autorità nella scoperta e nel sequestro

La scoperta della situazione allarmante in cui si trovavano i cani è stata resa possibile grazie all’esposto di un’inquilina dello stabile di Barriera di Milano. La denuncia è stata presa sul serio dalle autorità competenti, che hanno immediatamente avviato un’indagine. I vigili urbani della Sesta sezione di Torino hanno collaborato con i carabinieri Forestali di Volpiano e Pinerolo, i carabinieri del nucleo Cites e i veterinari dell’Asl di Torino per condurre un blitz mirato. Durante l’operazione, numerosi dispositivi elettronici, documenti cartacei e libretti sanitari per cani e gatti in bianco sono stati posti sotto sequestro, insieme a un timbro autoinchiostrante da veterinario. Questi materiali sono stati trovati sia negli alloggi che negli allevamenti.

Gli indagati e le accuse

Come risultato dell’indagine, sono state individuate tre persone coinvolte nel traffico illegale di cani. Due sorelle, inquiline degli alloggi dello stabile di Barriera di Milano, sono state denunciate per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Gli allevatori responsabili degli allevamenti nelle zone di Volpiano e Pinerolese sono stati accusati di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Inoltre, uno dei due allevatori è stato anche accusato di esercizio abusivo della professione di veterinario. Il terzo indagato è un veterinario, che è stato accusato di falso ideologico in concorso con gli allevatori.

Traffico illegale di cani

Gli inquirenti hanno avanzato l’ipotesi che gli animali fossero tenuti in alloggi, negozi e allevamenti con l’obiettivo di venderli sul mercato nero. Si sospetta che gli allevatori accompagnassero i cani con attestati di vaccinazione falsi, di cui si facevano carico loro stessi e non il veterinario coinvolto. A tal scopo, i libretti sanitari in bianco e il timbro autoinchiostrante forniti dal veterinario agli altri indagati avrebbero giocato un ruolo fondamentale.

Il sequestro dei cani

Durante il blitz delle autorità, non solo sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documenti, ma anche i cani stessi sono stati posti sotto sequestro. Inizialmente, la polizia municipale ha assunto la custodia dei cani, ma successivamente li ha affidati agli stessi allevatori, dopo aver ordinato una pulizia accurata degli spazi in cui vivevano gli animali. Ora, si spera che i cani possano essere curati e adottati da famiglie amorevoli che possano fornire loro le cure e l’affetto di cui hanno bisogno.

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