Sanità

Torino: salvata alle Molinette una donna affetta da epatite fulminante

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I medici dell’ospedale Molinette di Torino hanno compiuto un vero e proprio miracolo medico che ha salvato la vita di una donna colpita da un grave caso di epatite fulminante.

La paziente si era presentata al Pronto Soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dopo aver avvertito malessere, febbre e disordini gastrointestinali. La situazione si è rapidamente aggravata, fino a che non è stata evidente la necessità di effettuare un trapianto di fegato in super-urgenza nazionale. Grazie all’eccezionale lavoro del team medico delle Molinette, la donna ha superato l’intervento ed è attualmente in fase di recupero.

La scoperta del grave danno epatico

La paziente, una donna albanese di 42 anni, si è presentata all’ospedale Maria Vittoria di Torino dopo aver avvertito sintomi di malessere, febbre e disordini gastrointestinali. I medici hanno immediatamente riconosciuto la gravità della situazione e hanno diagnosticato un grave danno epatico, causato da un’infezione primaria da virus dell’Epatite B.

Il fegato della donna, che fino a pochi giorni prima era in perfetta salute, stava subendo una rapida necrosi: per questo i medici hanno deciso di intervenire immediatamente per salvarle la vita.

L’arrivo alle Molinette di Torino e la corsa contro il tempo contro l’epatite fulminante

Considerata la gravità del caso, i medici hanno deciso di trasferire la paziente alle Molinette, nel reparto di Terapia Intensiva Epatologica diretto dal dottor Antonio Ottobrelli. Qui, i medici l’hanno posta sotto strettissima sorveglianza e sottoposta alle terapie mediche convenzionali contro l’epatite acuta B. Tuttavia, la situazione della paziente si è rapidamente deteriorata, con segni di sofferenza cerebrale già dalla mattinata successiva al trasferimento. Dopo un’attenta valutazione clinica, i medici hanno confermato l’idoneità della paziente per un trapianto di fegato. Nel primo pomeriggio di giovedì, la paziente è stata inserita in lista d’attesa nazionale per ricevere un trapianto in super-urgenza.

È iniziata così una corsa contro il tempo per trovare un donatore compatibile. Il Centro Regionale Trapianti, diretto dal dottor Federico Genzano, ha diramato l’allerta al Centro Nazionale Trapianti Operativo di Roma, che ha immediatamente iniziato la ricerca di un donatore. Nel frattempo, la paziente è stata trasferita nella Rianimazione centrale delle Molinette, diretta dal dottor Roberto Balagna, poiché le sue condizioni neurologiche stavano peggiorando.

Il miracolo della donazione e il trapianto

La notte tra giovedì e venerdì è trascorsa senza nessuna possibile donazione di organi al Centro Nazionale Trapianti Operativo di Roma. Un evento raro in Italia, dove ogni giorno ci sono sempre donatori disponibili per i pazienti più urgenti. Fortunatamente, nel primissimo pomeriggio di venerdì si è individuato un donatore compatibile in Lombardia.

Durante il prelievo dell’organo, la paziente ha sviluppato un grave sanguinamento digestivo acuto a partenza gastrica, che ha complicato ulteriormente la sua già grave insufficienza epatica. Grazie all’intervento urgente degli endoscopisti dell’Endoscopia Digestiva, diretta dal dottor Dario Reggio, l’emorragia si è fermata e la paziente si è stabilizzata. Dopo 48 ore dal suo ingresso alle Molinette, la paziente è stata in fine trasferita alle sale operatorie del Centro Trapianto Fegato.

Come ormai prassi per la maggior parte dei trapianti, i medici hanno preparato il fegato donato, collegandolo a una macchina da perfusione ipotermica ossigenata per massimizzare la sua sopravvivenza e funzionalità durante l’impianto nella paziente. Dopo circa 2 ore di perfusione extracorporea, i medici hanno trapiantato l’organo con successo, grazie all’eccellente lavoro dell’équipe del professor Romagnoli. L’organo ha immediatamente ripreso la sua funzione, già in sala operatoria. Attualmente, la paziente sta mostrando un netto miglioramento delle sue condizioni generali e per questo i medici l’hanno estubata. È sveglia, cosciente e ricoverata nell’Area Semintensiva Chirurgica del Centro Trapianto Fegato di Torino.

Asja D’Arcangelo

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