Sanità

Torino: l’Ospedale Regina Margherita diventa autonomo

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Su proposta dell’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, la Giunta regionale ha approvato la costituzione della nuova Azienda Ospedaliera “Ospedale Infantile Regina Margherita”. Questo provvedimento segna l’inizio di un percorso che porterà l’ospedale a diventare autonomo a partire da gennaio 2024.

L’Ospedale Regina Margherita si stacca dalla Città della Salute e diventa autonomo

Il progetto di scorporo elaborato prevede infatti che l’Ospedale Infantile Regina Margherita diventi funzionalmente, organizzativamente e amministrativamente autonomo. La struttura, in questo modo, avrà la capacità di rispondere al meglio ai nuovi bisogni dell’area pediatrica, offrendo prestazioni che garantiscano una presa in carico globale del bambino e della sua famiglia.

L’obiettivo principale di questa operazione sarà quello di mantenere l’eccellenza dell’Ospedale Regina Margherita nelle cure pediatriche. Infatti, come anche sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da varie società scientifiche nazionali ed internazionali, è importante avere un’assistenza specifica apposta per i bambini.

Inoltre, si tratterà di un passo importante anche verso l’ottenimento della qualifica di Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico). In Piemonte, questa qualifica la prima nel settore pubblico e si affiancherebbe all’Irccs dell’Istituto dei Tumori di Candiolo che opera nel settore privato. In questo modo, anche l’Ospedale Regina potrebbe promuovere la ricerca scientifica nel campo della cura dei bambini offrendo cure sempre più all’avanguardia.

Un percorso articolato e ben pianificato

Per garantire una transizione senza intoppi, la Giunta regionale nominerà un commissario che, insieme al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino e sotto la supervisione della Direzione Sanità, si occuperà di mettere in atto le misure operative ed organizzative necessarie al passaggio.

La prima fase prevede di mantenere i servizi già esistenti al Regina e, al tempo stesso, importarne altri dalla Città della Salute. In questo momento si cercherà inoltre di crearne anche di nuovi, in modo da ampliare ancora di più l’offerta. Ci si dovrà poi occupare di creare un nuovo organigramma delle specialità, dotarsi di nuovo personale (soprattutto amministrativi) e di definire il budget. In pratica, si cercherà di staccare il Regina Margherita dalla Città della Salute, in modo da renderlo al tempo stesso anche più libero.

Asja D’Arcangelo

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