Goffredo Varaglia: arso vivo dall’inquisizione in piazza Castello
Da Alessandro Maldera
Settembre 28, 2023
Goffredo Varaglia fu un pastore valdese condannato al rogo dall’Inquisizione a Torino nel 1558. La sua figura è stata ripresa nel corso dei secoli come esempio di coraggio e di fede. Oggi è ricordato dalla lapide bronzea posta in piazza Castello, a pochi passi dall’inizio di via Garibaldi e di fronte a Palazzo Madama.
La vita di Goffredo Varaglia
Il pastore Valdese nacque a Busca, in provincia di Cuneo, nel 1507. Figlio di un ufficiale dell’esercito sabaudo, entrò nell’Ordine dei Francescani nel 1520 e fu ordinato sacerdote nel duomo di Torino nel 1528. Successivamente aderì alle idee della Riforma protestante, frequentando l’Accademia di Calvino a Ginevra. Da qui, in qualità di pastore, venne mandato in Piemonte per predicare nelle Valli valdesi. Dopo una disputa teologica con il frate Angelo Malerba, fu arrestato dall’Inquisizione a Barge e condotto a Torino per essere processato. Condannato poi al rogo il 29 marzo 1558.
La lapide commemorativa
La lapide commemorativa di Goffredo Varaglia si trova in piazza Castello, a pochi metri dall’inizio di via Garibaldi e di fronte a palazzo Madama. Si tratta di una targa bronzea, posta su un basamento in marmo, sulla quale è inciso il seguente testo: “In memoria del Pastore Valdese Goffredo Varaglia, impiccato e arso sul rogo in questa piazza il 29 marzo 1558”.
Posta dal Comune di Torino il 21 ottobre 2000, a testimonianza dell’importanza storica e culturale della sua figura di simbolo della difesa della libertà di coscienza e di religione.
La figura del martire
Il ricordo di Goffredo Varaglia è ancora un esempio di coraggio e di fede. La sua figura viene ripresa nel corso dei secoli in vari contesti, come ad esempio nel Risorgimento italiano, quando la lotta per l’indipendenza e la libertà fu affiancata dalla lotta per la libertà di pensiero e di religione.
Varaglia è stato anche oggetto di studi e ricerche da parte di storici e teologi, che hanno cercato di ricostruire la sua vita e il suo pensiero. Inoltre, la sua figura è stata celebrata in vari modi, come ad esempio nella poesia e nella letteratura.
Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende
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