Sanità

Città della Salute di Torino: arriva l’abilitazione per il trapianto del microbiota

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La Città della Salute di Torino presto amplierà la sua offerta clinica: infatti, è stata abilitata per eseguire l‘intervento di trapianto del microbiota intestinale.

Anche a Torino arriva il trapianto del microbiota intestinale

L’azienda ospedaliera-universitaria di Torino ha infatti recentemente ottenuto l’autorizzazione e l’accreditamento per portare avanti anche questo tipo di operazione. Ora, il trapianto di microbiota intestinale si aggiungerà all’elenco di possibilità cliniche di alto livello che la Città della Salute di Torino garantisce ai cittadini.

Un grande successo insomma per l’azienda, raggiunto dopo parecchi anni di lavoro in sinergia con la Direzione Sanitaria, la Gastroenterologia, la Microbiologia, l’Infettivologia e il Laboratorio di Biochimica.

Un’operazione in grado di ripristinare l’equilibrio della flora batterica di pazienti affetti da gravi patologie

Il microbiota intestinale è l’insieme di tutti quei batteri che proteggono la mucosa intestinale, regolano le difese immunitarie e limitano la crescita dei batteri patogeni.

La nuova operazione, in sintesi, permetterà di trasferire la flora batterica di un individuo sano nell’intestino di una persona malata. In questo modo, si può ripristinare l’equilibrio del microbiota del paziente.

Al momento, il trapianto del microbiota intestinale è autorizzato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) solamente per trattare pazienti adulti affetti dalla “Clostridium Difficile” recidivante o resistente alla terapia antibiotica. Si tratta di un’infezione che colpisce in particolare le persone immunodepresse o che sono state soggette a lunghe terapie antibiotiche. Il sintomo più rilevante è una colite particolare, detta pseudomembranosa, che è caratterizzata dalla comparsa sulla mucosa del colon di numerose placche bianco-giallastre. Si tratta di una patologia che può portare a danneggiare gravemente le pareti intestinali del paziente e ha un rischio di mortalità del 10%.

Già impiegato in diversi Paesi occidentali, il trapianto del microbiota ha percentuali di successo superiori al 90%, con pazienti che guariscono dopo una o più sessioni di trasferimento, e rari e modesti effetti collaterali.

Asja D’Arcangelo

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