Cronaca di Torino

Galleria Subalpina: Torino cerca il dialogo con Blackstone

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Al Comune di Torino ci si sta preparando per discutere con Blackstone il futuro della Galleria Subalpina. Il piano del Comune è quello di riuscire a capire i piani del gruppo in merito ai negozi e alle botteghe che da anni hanno trovato posto all’interno del passage.

Le richieste della nuova proprietà, infatti, metterebbero a rischio chiusura la maggior parte delle attività. I costi degli affitti, che sembrerebbero essere quadruplicati, risultano essere insostenibili per i commercianti della galleria. Così, nonostante si tratti di una galleria privata, il Comune cercherà di mediare tra le parti, cercando una soluzione che possa far sopravvivere le storiche botteghe e accontentare i nuovi proprietari.

Il Comune cercherà di preservare gli storici negozi

All’inizio, la Città aveva osservato dall’esterno le trattative iniziate tra Blackstone e i commercianti della galleria. Il dialogo, però, non era andato a buon fine dal momento che secondo i negozianti la nuova proprietà aveva intenzione addirittura di quadruplicare gli affitti. È stato in questo momento che il Comune di Torino si è attivato per parlare con Blackstone. L’idea, ora, è quella di cercare di convincere la proprietà a preservare la storicità del luogo, incentivandola a non far chiudere i suoi negozi.

Al momento, le attività che hanno trovato casa all’interno del passage di ispirazione parigina sono una decina. Il loro destino risiede tutto nell’esito del confronto tra Città e Blackstone, che avverrà il 7 giugno. Al tavolo saranno presenti rappresentanti di Reale Compagnia Italiana, società facente parte del gruppo Blackstone, Colliers Italia (chiamata a fare da intermediario) e un rappresentante di Kryos Sgr, anch’essa facente parte di Blackstone.

Blackstone potrebbe trasformare la Galleria Subalpina di Torino in una struttura commerciale

Secondo alcune indiscrezioni, Blackstone avrebbe intenzione di trasformare la Galleria Subalpina in una struttura commerciale di media dimensione. Palazzo Civico spera di fare luce anche su questo aspetto della questione. Al momento, infatti, si sa solo che si tratterebbe di un centro multimarca i cui contorni, però, non sono ancora stati definiti.

In ogni caso, se la nuova proprietà volesse aggiungere nuove superfici di vendita, non potrà superare i 1.800 metri quadri per l’extralimentare e i 900 metri quadri per l’alimentare. La destinazione d’uso, però, in questo caso sarebbe differente e perciò scatterebbe il controllo del Comune per l’edilizia privata e la parte commerciale. Inoltre, sarebbe prevista anche una supervisione da parte della Soprintendenza.

Asja D’Aracangelo

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