Cronaca di Torino

Torino entra nella Cloud Region di Google

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La galassia Google a breve includerà anche Torino tra le sue Cloud Region per la gestione dei dati digitali e promuovere lo sviluppo tecnologico del territorio. Questa realtà, resa possibile a Tim e Intesa Sanpaolo, farà diventare il capoluogo piemontese la seconda località italiana del progetto dopo Milano.

I dati raccolti grazie alla Cloud Region serviranno per la pubblica amministrazione di Torino

Innanzitutto, è necessario spiegare meglio cosa sia il cloud. Si tratta di un servizio che implica l’uso di molti computer sparsi per il mondo capaci di sfruttare a pieno le potenzialità di internet. Questa cooperazione tra computer permette di superare limiti fisici e di elaborazione dati. Il servizio più comune e conosciuto è quello dell’archiviazione dati, cui è possibile accedere da qualsiasi dispositivo dotato di connessione, offrendo maggiore sicurezza.

Questi motivi hanno portato Torino a entrare nel progetto di Cloud Region di Google, aggiungendosi a Milano (giugno 2022) e alle 35 Region nel mondo. I dati, immagazzinati online e gestiti da Tim nei tre data center presenti, verranno poi utilizzati per la pubblica amministrazione e le richieste dei cittadini. In questo modo si ottimizzano i tempi dovuti alla latenza, fattore molto utile anche durante le transazioni bancarie.

Per tale motivo, la presenza di Intesa Sanpaolo è strategica e ha permesso a Torino di essere scelta da Google grazie al servizio IsyBank, la banca del futuro che si fonda sulla digitalizzazione. Altro aspetto chiave del servizio offerto da Google è la migliore capacità di connessione insieme alla democratizzazione dei dati. Inoltre, la migliore qualità permette di concentrarsi meglio sulle nuove sfide del futuro come l’intelligenza artificiale.

La crescita economica di Torino passa per le infrastrutture digitali di Google

L’entrata di Torino nella Cloud Region di Google è dovuta anche alle possibilità di accelerare la transizione digitale. Il futuro, anche dal punto di vista economico, si basa sulle infrastrutture digitali e le ricerche svolte dall’Università di Torino. Questi fattori avranno un impatto diretto sul Pil di 3,3 miliardi entro il 2025.

Lo sviluppo digitale e la sicurezza e la gestione dei dati sono particolarmente cari alle politiche europee, come dimostrano i tanti fondi messi a disposizione per la transizione. Anche il diritto alla privacy è fondamentale e rientra nei parametri del cloud di Google per via della crittografia che offre. Ogni dato che il cliente vuole proteggere è legato a un codice crittografico, che invia una notifica ogni volta che qualcuno tenta di accedervi.

Torino si appresta quindi a diventare un polo tecnologico all’avanguardia capace di entrare in una rete globale che, per ora, conta solo 35 regioni.

Filippo Pio Monteverdi

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