Sanità

Torino: alle Molinette in due anni i droni trasporteranno gli organi

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Presto, alle Molinette di Torino, gli organi saranno trasportati con i droni. La sperimentazione inizierà a fine mese, con il primo volo a carico simulato in modalità di navigazione automatica.

Alla conferenza, durante la quale si è presentato il progetto, si è parlato anche del numero dei potenziali donatori. I numeri del consenso sono ancora troppo bassi per soddisfare le numerosissime richieste.

Alle Molinette di Torino inizia la sperimentazione per trasportare gli organi sui droni

Aerei, elicotteri e treni non saranno totalmente rimpiazzati dai droni, anche se in futuro questi mezzi avranno un ruolo importante nel trasporto del materiale organico per trapianti. Durante la conferenza stampa della Fondazione DOT (Donazione Organi e Trapianti) si sono presentati i primi due droni che avranno presto il compito di trasportare gli organi.

A fine mese, invece, si attende il primo volo di un drone trasportante una capsula con sostanze inerti che simulano campioni biologici. In particolare, il drone partirà dal Cto di Torino per arrivare alla Palazzina Genetica delle Molinette. Il viaggio sarà lungo circa 500 metri, in linea d’aria, e sarà percorso in modalità di navigazione automatica. Il volo avverrà in una fascia oraria in cui ci sarà un traffico stradale minimo, in modo da limitare i possibili incidenti. Inoltre, il drone sarà monitorato durante tutto il percorso da una serie di osservatori.

Un progetto ambizioso per rendere sempre più efficaci i trasporti degli organi

Questo è solo il primo traguardo del progetto INDOOR – usINg Drones fOr Organ tRansportation. Il programma è stato presentato alla conferenza da Antonio Amoroso, presidente della Fondazione e Direttore del Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta. All’evento erano anche presenti Giovanni La Valle, direttore della Città della Salute, e Marcello Chiaberge, professore del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico. Inoltre, c’erano anche Anita Siletto, Presidente di AITF (Associazione Italiana Trapianti di Fegato) e Daniele Camatti, responsabile ricerca e sviluppo ProS3.

L’ipotesi, al momento, è quella di poter avere pronto un prototipo di drone da utilizzare per trasportare materiale biologico entro il 2023. Se così fosse, il primo trasporto vero e proprio avverrebbe nel giro di un paio di anni. Spostare gli organi con questo tipo di mezzo, infatti, sarebbe un grande vantaggio non solo perché permetterebbe di evitare il traffico. Infatti, renderebbe più veloci i trasporti, che avverrebbero anche in maggiore sicurezza. Con la partenza della sperimentazione in ambiente urbano, si vedranno presto le prime ricadute positive sul trasporto di beni per utilità pubblica, soprattutto in aree densamente popolate.

Ancora importante il numero di persone che rifiutano di donare gli organi

L’impiego dei droni è certamente il futuro (anche se è un futuro a breve termine, dal momento che si parla di soli due anni). In ogni caso, però, l’operato di Torino nel campo dei trapianti è comunque stato buono. Nei primi tre mesi del 2023, infatti, il numero dei donatori è salito rispetto al 2022 e ha raggiunto quota 36,1 per milione di popolazione (pmp). L’anno precedente, infatti, si parlava di un 29,5 pmp in Piemonte, a fronte di una media nazionale di 24,7 pmp. Dall’inizio dell’anno fino al 31 marzo, inoltre, sono stati portati avanti 127 trapianti di organi. 67 sono stati trapianti di rene, 44 di fegato, 8 di cuore, 5 di polmone, 2 trapianti combinati rene-fegato e 1 trapianto di pancreas.

Nonostante i buoni risultati ottenuti dalla regione, rimane ancora importante il gap tra domanda e offerta. All’Anagrafe, infatti, sono ancora tanti coloro che hanno rifiutato di donare organi e tessuti. Al 4 aprile 2023, infatti, il 31,4% della popolazione Piemontese si è opposto, mentre il 68,6% era invece favorevole. Aumentando coloro che accettano di donare i propri organi, si potrebbero aiutare le moltissime persone che, oggi, stanno ancora attendendo un trapianto. Si tratta di 652 persone in attesa di un rene, 105 che attendono un fegato, 104 un cuore e 81 un polmone.

Asja D’Arcangelo

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