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In mostra alla Reggia di Venaria tre preziosi arazzi del Vaticano

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Tre preziosi arazzi saranno al centro della rassegna “All’ombra di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi” della Reggia di Venaria, che rimarrà aperta fino al 18 giugno.

Un prezioso arazzo raffigurante “L’Ultima Cena” di Da Vinci alla Reggia di Venaria

Il manufatto, ai Musei Vaticani, è inventariato con il numero 43.789. Si tratta di un arazzo del 1500, grande 550×900 centimetri, che riproduce fedelmente “L’Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci. L’originale si trova nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano ma, la sua copia, è da oggi esposta alla Reggia di Venaria.

Il prezioso arazzo, infatti, è il pezzo forte della rassegna “All’ombra di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi”. L’esposizione, organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, ha ricevuto la partecipazione anche dei Musei Vaticani. Curata da Alessandra Rodolfo e Andrea Merlotti, la mostra rimarrà aperta fino al 18 giugno.

Tre gli arazzi esposti nella rassegna

Il prezioso oggetto, tessuto con fili di seta, d’oro e d’argento, non è importante solo perché è una copia altamente fedele di uno dei quadri più famosi di Da Vinci. Infatti, la sua particolarità sta nel fatto che la sua creazione pare sia stata supervisionata dal Leonardo stesso. Nonostante ciò, l’autore o il luogo di provenienza rimangono ignoti.

Ma non ci sarà solo Leonardo tra gli arazzi presenti nella rassegna alla Reggia di Venaria. Infatti, nella sala delle Arti, che rievoca la sala Ducale del Palazzo Vaticano, si percepisce anche la presenza di un altro grande nome della pittura italiana. Sempre dai Musei Vaticani, infatti, a Venaria è arrivato un arazzo disegnato dagli allievi del celebre Raffaello. L’opera, prodotto nella stessa manifattura di Bruxelles da cui erano già usciti altri famosi arazzi dell’artista, era stata realizzata per il dorsale del baldacchino papale di Clemente VII.

Sempre dal Quirinale, alla Reggia è arrivato anche un terzo arazzo, realizzato nella manifattura dei Gobelins. L’opera rappresenta Gesù, ritratto mentre è intento a lavare i piedi degli Apostoli. Per ricordare il rito della Lavanda dei piedi, saranno presenti anche tre brocche. Una, proveniente dai Musei Reali di Torino, è stata usata da Carlo Felice e Carlo Alberto di Savoia, mentre le altre due arriveranno dalla Sagrestia Pontificia.

Asja D’Arcangelo

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