Urbanistica

Torino: il traffico blocca la rotonda Maroncelli

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Da diverse settimane la rotonda Maroncelli di Torino è scena di traffico intenso e fastidiosi ingorghi: le code arrivano a due chilometri e raggiungono la zona del Sant’Anna e del Regina Margherita.

Alcuni lavori di ammodernamento bloccano il traffico alla rotonda Maroncelli

Code chilometriche e ingorghi sono diventati ormai la quotidianità lungo corso Unità d’Italia, uno degli assi più trafficati della città. In particolare, il caos si genera dal tardo pomeriggio in poi a partire dal primo incrocio dopo la rotonda tra corso Maroncelli e via Ventimiglia.

Il traffico si genera a causa dello spegnimento dei semafori dell’incrocio. L’operazione è necessaria per il completamento di alcuni lavori di ammodernamento dell’impianto. Gli operai dell’Iren, infatti, in questi giorni sono ancora impegnati a cambiare le lampadine dell’incrocio, che saranno sostituite dalle più moderne luci a led. L’operazione avviene nell’ambito del progetto “Torino Led”, messo a punto negli scorsi mesi dalla Città.

I lavori si svolgono a circa 200 metri dalla rotonda e, per gran parte della giornata, non ci sono grossi problemi. Sono infatti i vigili urbani, durante il giorno, a dirigere il traffico in assenza dei semafori, garantendo la normale circolazione. Nel tardo pomeriggio, però, a presidiare il flusso delle macchine all’incrocio non rimane più nessuno. Questo fa riversare le numerosissime macchine che transitano sulla via nella rotonda, che rimane congestionata.

Una zona di Torino da migliorare sul piano della viabilità

Gli automobilisti torinesi dovranno stringere i denti e sopportare il traffico fino alla prima parte della giornata di oggi. Sarà in questo momento, infatti, che le luci dei semafori torneranno ad accendersi, regolando di nuovo il flusso delle auto.

Lo scenario che si è dipinto in questi giorni alla rotonda Maroncelli è molto simile a quello che era già successo tra ottobre e novembre. In quel periodo, infatti, si era guastata una condotta del teleriscaldamento e, nel cuore della rotonda, si era aperto un piccolo cantiere per ripararla. Questo aveva ristretto la carreggiata, creando lunghi ingorghi per due settimane. Anche lo scorso dicembre era successo un episodio simile. In questo caso, era stato un incidente tra un Tir e un’auto a congestionare il traffico. Lo scontro, avvenuto alle 8.00 di mattina, aveva mandato in tilt la viabilità della zona per tutto il giorno.

Insomma, si tratta dell’ennesima riprova del fatto che la rotonda Maroncelli è uno dei punti sul piano di viabilità di Torino sui quali bisogna urgentemente lavorare. A differenza di piazza Baldissera, sulla quale il Comune ha già un progetto per smaltire il traffico, qui la Città non ha ancora deciso cosa fare. Nonostante ciò, sono molte le proposte che si accumulano da circa dieci anni per trovare una soluzione al problema. Tra le idee c’era anche quella di creare un tunnel sotterraneo e quella di istallare nuovi semafori. Nessuno dei progetti, però, è andato ancora in porto.

Il futuro incerto della rotonda Maroncelli

Ora, il Comune ricorda che già a febbraio 2022 la giunta aveva scritto al governo, in modo da sollecitare lo stanziamento dei fondi necessari per creare il sottopasso. Il progetto era nato nel 2016 e prometteva la realizzazione di un tunnel di 74 metri con due rampe d’accesso di 140 metri. Ora, la giunta Lo Russo l’ha tirato di nuovo fuori dall’elenco delle possibilità dopo che la giunta Appendino lo aveva bloccato. In particolare, nella lettera inviata lo scorso anno, Torino aveva chiesto ben 15,8 milioni, che sarebbero stati utilizzati in un’opera dalla durata di tre anni.

La lettera spedita a Roma, firmata da Lo Russo e Foglietta, era per l’allora ministro delle infrastrutture Giovannini (decaduto poi con il governo Draghi). La Città, al momento, non ha ancora ricevuto una risposta. Fatto sta che al momento, per risolvere la situazione del traffico alla rotonda Maroncelli Torino, non abbia ancora progetti alternativi. Il Comune discuterà della questione nell’ambito dei progetti per la rifunzionalizzazione del Palazzo del Lavoro.

Asja D’Arcangelo

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