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Lo Russo fa marcia in dietro sul cambio nome delle vie “coloniali” di Torino

Da Asja D'arcangelo

Marzo 24, 2023

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Nessuna delle vie di Torino riceverà un cambio nome: è questa la risposta del sindaco della Città Lo Russo in merito alla questione della toponomastica “coloniale” di alcune zone del capoluogo.

In sostanza, dopo che l’assessore al Sociale Jacopo Rosatelli aveva proposto l’idea, nell’ambito del nuovo piano antirazzismo della città, il Comune ha fatto subito marcia in dietro.

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Nessuna via di Torino riceverà un cambio nome

La proposta di cambiare alcuni dei nomi che ricordavano il passato coloniale del nostro paese aveva subito generato un’ondata di polemiche. Il dibattito sulla questione era continuato per ben tre giorni, prima che Lo Russo vi mettesse un freno.

Tra i punti più discussi della proposta c’era il caos che si sarebbe potuto generare per il rifacimento dei documenti. Tutti i residenti delle vie in questione, infatti, avrebbero dovuto fare cambiare sui loro documenti d’identità il proprio indirizzo.

Delle targhe o dei QRcode per raccontare la storia dei nomi delle vie di Torino

Adesso che il clima di tensione è stato smorzato da Lo Russo, Rosatelli ha voluto chiarire i veri presupposti della proposta. Secondo l’assessore, infatti, nessuno avrebbe mai parlato di fare un cambio di nome delle vie di Torino. L’idea, invece, sarebbe stata quella di sviluppare nei cittadini una sorta di consapevolezza sui fenomeni di razzismo, soprattutto nei luoghi propri della vita sociale.

In pratica, Rosatelli ha fatto un passo indietro, distanziandosi dalla cosiddetta cancel culture. Al posto di eliminare i nomi delle vie “coloniali”, infatti, la proposta sarebbe stata quella di volerli rendere “parlanti”. In pratica, affianco ai nomi delle vie sarebbero apparse targhe o QRcode che avrebbero spiegato la storia dei personaggi o dei luoghi. In questo modo, le vie sarebbero potute divenire uno spunto di riflessione per il cittadino.

Nessuna marcia indietro sulla lotta contro il razzismo

Dopo l’intervento di Lo Russo su Twitter, avvenuto ieri mattina, la tempesta sembra essersi placata. Il Comune, però, non ha certo intenzione di lasciare perdere la lotta al razzismo. Il fenomeno, però, non si può combattere con la toponomastica: per eradicare il problema occorre diffondere una cultura di accoglienza. Ed è proprio questo il punto dell’intero piano per combattere il razzismo di Torino proposto dall’assessore Rosatelli.

L’opinione comune, in Città, sembra essere quella che serva meno ideologia e più concretezza per combattere il fenomeno. Cambiare i nomi delle vie, infatti, sarebbe non solo poco rilevante per fare comprendere il fenomeno ai cittadini, ma causerebbe ai residenti non pochi disagi. Il processo, inoltre, sarebbe burocraticamente complicato e durerebbe circa un paio di anni.

Asja D’Arcangelo

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Asja D'arcangelo

Studentessa di facoltà umanistiche all'Università di Torino. Appassionata di giornalismo, ama viaggiare e scoprire nuove culture.