Cronaca di Torino

Torino: approvato il nuovo piano antirazzismo della Città

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È stato approvato il nuovo piano antirazzismo per Torino: fa discutere la proposta di cambiare alcuni nomi di vie e piazze che rimandano alla storia coloniale del nostro paese.

Un nuovo piano antirazzismo per limitare le discriminazioni

In occasione della giornata internazionale contro le discriminazioni, l’assessore comunale ai Diritti, Jacopo Rosatelli, ha presentato il suo nuovo piano antirazzismo. Il documento, approvato dalla giunta, ha l’obiettivo di garantire che la pubblica amministrazione si comporti sempre con attenzione e sensibilità nei confronti di tutti.

Il piano prevede innanzitutto di formare i dipendenti comunali di Torino in modo che trattino con più rispetto gli stranieri. Presto, infatti, sarà obbligatorio rivolgersi anche alle persone provenienti da altre nazioni con il “lei”, come si fa con gli italiani. Ma non solo. Nel documento, infatti, è espressa la possibilità di cambiare il nome di certe vie e piazze. Alcuni luoghi della città, infatti, ricorderebbero il non tanto lusinghiero passato coloniale del Belpaese. Inoltre, sempre nel nuovo piano, è previsto il potenziamento dei rapporti tra la Città e le associazioni che lavorano con i migranti.

Fa discutere la proposta di cambiare i nomi dei luoghi della città

Nonostante l’idea di fondo sia condivisa da tutti, fa comunque discutere il nuovo piano antirazzismo dell’assessore Rosatelli. In particolare, le critiche sono arrivate per quanto riguarda il cambio dei nomi di vie e spazi pubblici. L’idea di cambiare la toponomastica di Torino, modificando i nomi di via Tripoli, piazza Bengasi e via Eritrea, infatti, non mette d’accordo tutti.

In particolare, a preoccupare sono le conseguenze burocratiche dell’iniziativa, soprattutto per quanto riguarda la vita dei residenti delle zone a cui verrebbe cambiato il nome.

L’assessore, intanto, ha già dichiarato che la decisione non può essere presa solamente dalla Città, ma bisognerebbe coinvolgere anche altre realtà come le università, i consiglieri comunali e i cittadini.

L’obiettivo è rendere Torino una città sempre più inclusiva

Ma oltre alla polemica sui nomi delle vie, il piano antirazzismo proposto a Torino prevede molti più punti. Infatti, il documento punta sul voler rafforzare l’impegno di Palazzo Civico a contrastare tutte le forme di discriminazione. L’obiettivo è quello di tutelare i diritti di ogni persona, favorendo l’aggregazione culturale tra comunità etniche e religiose.

Il piano sarà utile soprattutto agli sportelli che facilitano l’incontro tra le vittime di razzismo e la città, in modo da combattere le numerose azioni di discriminazione che ogni anno avvengono a Torino. Solo nel 2021, le segnalazioni sono state ben 164.

Per questo le misure antidiscriminatorie previste dal Piano varato dal Comune saranno ora inserite all’interno dei documenti programmatici. In questo modo, potranno servire per ottenere risorse umane e fondi necessari per la loro attuazione. Inoltre, ci sarà anche una campagna di sensibilizzazione e, il 26 maggio, al Polo del ‘900 verrà presentato anche al governo.

Asja D’Arcangelo

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