Ambiente

Piemonte: il punto sulla crisi dell’acqua nel 2023

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Il 2023 è iniziato solo da qualche mese ma la crisi dell’acqua non ha mai smesso di mettere in difficoltà il Piemonte. Ieri, durante un dibattito sull’argomento, sono emerse nuove idee per contrastare il fenomeno, oltre a diverse perplessità sul futuro della regione.

Sempre meno acqua in Piemonte: preoccupa anche nel 2023 la crisi idrica

Delle acque che scorrono verso il mare, solo l’11% rimane all’interno di dighe e invasi. Tutto il resto scorre verso valle, inutile in casi di siccità. È stata questa considerazione che ha fatto partire il dibattito per fare il punto sulla siccità del Piemonte. La discussione ha avuto luogo ieri, alle commemorazioni per il centenario della bonifica moderna a Vercelli.

Il dibattito, in particolare, si è focalizzato su come contrastare la situazione di aridità che ormai ha colpito non solo la nostra regione, ma tutto il nord Italia. Per mitigare la situazione, in primo luogo, si dovrebbero costruire nuovi invasi in tempi brevi: sarebbe necessario snellire gli iter burocratici per la loro realizzazione.

Intanto, però, sarà necessario studiare delle strategie a breve termine. Bisognerà, infatti, iniziare a pulire gli invasi, la cui capacità spesso è ridotta anche del 70% dall’accumularsi di detriti e rifiuti. Inoltre, sarà necessario fare manutenzione sulla rete idrica, dal momento che ormai ha un’età media di 62 anni.

Tra le proposte, invece, una riguarda la rimodulazione del deflusso minimo vitale. Si tratta del livello massimo sotto cui non si possono fare prelievi dai corsi d’acqua per irrigare i campi. Modificando le quote, si potrebbe risparmiare molta acqua ma, d’altra parte, il rischio è quello di danneggiare i raccolti.

L’agricoltura, infatti, è uno dei settori più a rischio a causa della siccità. La Regione progetta di spendere 300 milioni per aiutare gli agricoltori a costruire meccanismi di mantenimento dell’acqua. Inoltre, grazie al nuovo Piano di Sviluppo Rurale, arriveranno presto altri 55 milioni di fondi. In pratica, grazie agli incentivi si pensa di dotare i contadini di vasche in grado di trattenere l’acqua tutto l’anno, oltre a finanziare la costruzione di nuovi invasi.

Non solo il futuro: preoccupa anche il presente della regione

All’incontro, ad ascoltare il dibattito, c’era il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e quello delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Durante la discussione, mentre venivano proposte idee e sollevate criticità, era presente anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.

Oltre al futuro della regione, però, a preoccupare i partecipanti al dibattito è soprattutto la situazione presente. In Piemonte, infatti, sono già 7 i comuni che devono rifornirsi di acqua con le autobotti. Inoltre, allarma la situazione dei fiumi: in particolare il Tanaro (-77,72% di acqua) e la Sesia (-70,4%) hanno già ora livelli ancora più critici rispetto alla crisi dell’anno scorso. Anche i laghi destano preoccupazione, in particolare il Lago Maggiore. Pure essendo risalito al 39% della capienza massima, la quantità di acqua rimane comunque molto al di sotto della media.

Asja D’Arcangelo

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