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Olimpiadi 2026: Torino e Milano si scontrano per il pattinaggio

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Continua ancora la lotta tra Torino e Milano per ospitare le gare di pattinaggio di velocità per l’edizione 2026 delle Olimpiadi. Pesa ancora, per la Lombardia, il passo indietro della città sabauda, deciso dall’allora sindaca Chiara Appendino.

Milano e Torino si contendono il pattinaggio di velocità per le Olimpiadi 2026

La posizione di Milano è ormai chiara: il capoluogo lombardo, infatti, sta facendo tutto quello che è in suo poter per impedire a Torino di rientrare nel progetto. Soprattutto dopo la proposta del governatore del Veneto, Luca Zaia, di riqualificare il velodromo di Spresiano. In questo modo, il Comitato Olimpico non avrebbe più bisogno dell’Oval per ospitare le gare di pattinaggio di velocità.

La decisione finale avverrà solo quando sia Milano che Torino finiranno di compilare i dossier sui progetti. La voce che avrà sicuramente più impatto sarà quella dei costi che, a differenza di quanto sarebbe avvenuto a Baselga di Piné, questa volta dovrà tirare fuori lo Stato.

Il 21 marzo, quando la cabina di regia sulle infrastrutture olimpiche si riunirà nella sala Azzurra di Palazzo Chigi, si deciderà il destino delle gare di pattinaggio di velocità. Sarà in questa sede che si capirà l’entità dei costi di costruzione, soprattutto alla luce dei rincari delle materie prime. I soldi extra dovrebbero arrivare direttamente dallo Stato: per questo risparmiare è al momento la priorità maggiore.

La proposta di Milano: adattare un padiglione della fiera di Rho

Il dossier di Milano, in realtà, è già pronto. Il punto di forza maggiore della proposta del capoluogo lombardo è che darebbe la possibilità di ospitare tutte le gare del ghiaccio nella stessa città. Questo non risulterebbe più comodo soltanto per chi verrà ad assistere alle gare, ma soprattutto per la collocazione degli atleti. In questo modo, infatti, potrebbero tutti alloggiare allo stesso villaggio olimpico e non bisognerebbe crearne uno nuovo ad hoc.

L’opzione, perciò, va incontro alle aspettative del Comitato Olimpico internazionale. I sostenitori del dossier, sperano che questo possa bastare a controbilanciare la debolezza maggiore della proposta, ovvero la voce spese. Al momento, non si parla ancora di una cifra precisa, ma il costo per adattare un padiglione della fiera di Rho si aggirerebbe attorno ai 25 e i 30 milioni.

La proposta di Torino: ospitare le gare all’Oval e fare viaggiare gli atleti con l’alta velocità

Se si guarda invece la proposta del capoluogo sabaudo, la situazione si ribalta. Il punto maggiore di forza dell’ospitare le gare all’Oval è infatti proprio il costo. Chi sta lavorando al dossier torinese, infatti, racconta che i costi per mettere di nuovo in funzione la struttura si aggirerebbero tra i 3 e i 5 milioni di euro. La cifra è nettamente inferiore a quella calcolata per Milano, e questo potrebbe spingere il Coi a propendere per la proposta di Torino. Inoltre, in città, non ci si dovrebbe neanche preoccupare di creare delle nuove strutture di servizio o affittare le tribune.

Per quanto riguarda lo spostamento degli atleti, Torino sta cercando di puntare sull’alta velocità. In questi giorni, infatti, la Città sta valutando diverse opzioni con i gestori del servizio, in modo da creare un collegamento diretto Torino-Milano che arrivi vicino all’Oval.

Tra le altre cose, a Torino si starebbe già lavorando ad un piano post-olimpico per la struttura. Una volta terminati i Giochi Invernali, infatti, si pensava di mantenerlo attivo, in modo che potesse ospitare tutto l’anno eventi sul ghiaccio o appuntamenti di atletica leggera, oltre che alle fiere.

Asja D’Arcangelo

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