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Olimpiadi 2026: sempre più papabile l’ipotesi di un ritorno a Torino

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È ufficiale: da oggi, Torino entra ufficialmente in lista per ospitare la pista di pattinaggio di velocità delle Olimpiadi 2026.

Il sindaco di Baselga di Piné, Alessandro Santuari, infatti, annuncerà ufficialmente la rinuncia del comune al sogno olimpico.

Addio al progetto della pista di pattinaggio di velocità a Baselga di Piné

La possibilità circola già da qualche tempo, dal momento che nella provincia di Trento si stanno avendo grosse difficoltà a rispettare i tempi previsti per la realizzazione degli impianti. Inoltre, a Baselga non vogliono rischiare di costruire una nuova struttura da 100 milioni che probabilmente, dopo i Giochi, sarà lasciata morire.

È qui che entra in gioco Torino, con i suoi impianti del 2006. Rimettere in sesto e adattare le vecchie strutture già presenti nella provincia, infatti, snellirebbe molto i tempi di realizzazione, oltre che i costi. La prospettiva era già stata definita dal vicepremier Salvini una grande opportunità per la città che, dopo vent’anni potrebbe nuovamente vivere il sogno olimpico.

Milano-Cortina in difficoltà: Torino potrebbe tornare a ospitare le Olimpiadi nel 2026

Baselga del Piné, inoltre, potrebbe non essere l’unica a tirarsi indietro: sembra infatti che stiano sorgendo problemi sia a Milano, sia a Cortina.

Il Coni non si sbilancia ma conferma che due o tre impianti potrebbero essere a rischio. I siti ancora presenti sul territorio di Torino potrebbero rivelarsi una carta vincente per riuscire a rendere operativi tutte le strutture necessarie ai Giochi in tempo. Il problema maggiore è che affidandosi agli impianti torinesi, si rischierebbe si generare gelosie tra le regioni coinvolte.

Al momento, le istituzioni piemontesi stanno tenendo un basso profilo e le redini delle Olimpiadi 2026 sono ancora in mano alla Lombardia, al Veneto, al Trentino-Alto Adige. Anche Andrea Abodi, ministro per lo Sport, sottolinea che esiste già un piano B che valuta l’utilizzo di impianti piemontesi. Secondo Fontana, presidente della Regione Lombardia, sarebbe prematuro fare previsioni in questa fase dei lavori. Il Comitato Olimpico, infatti, starebbe facendo delle valutazioni per capire se esistono altre soluzioni, oltre quella di portare i Giochi a Torino.

Costi e tempistiche: i due principali nemici delle Olimpiadi

A far diventare ogni giorno più forte l’ipotesi di un ritorno delle Olimpiadi 2026 a Torino ci sono soprattutto costi e tempistiche.

Per quanto riguarda i primi, non si tratta solo di quelli necessari a costruire gli impianti. Una volta realizzati, infatti, questi avranno bisogno di alti costi di gestione.

Se si guardano i tempi, invece, già ora il rischio di essere in ritardo per i lavori è concreto. Ad oggi, infatti, di molte strutture, esiste solo il progetto preliminare e non è stato iniziato nessun tipo di lavoro.

Asja D’Arcangelo

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