Economia

A Milano gli stipendi medi crescono e ora sono il doppio di Torino

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Torino si sta riprendendo dalla crisi pandemica ma, a differenza di Milano, non riesce a offrire molto ai suoi lavoratori dipendenti: gli stipendi medi, infatti, sono la metà di quelli del capoluogo meneghino.

Nonostante la ripresa, gli stipendi medi a Torino non crescono

La pandemia ha avuto un impatto significativo sull’economia italiana. Adesso, però, il paese sta vivendo una lenta ripresa economica, che ha già permesso alle aziende di tornare pienamente operative. Inoltre, si è visto che molti più datori di lavoro sono propensi a offrire stipendi migliori per molti lavoratori meritevoli.

Tuttavia, l’ultima rilevazione dell’Istituto Tagliacarne ha rivelato una distanza salariale abissale tra Milano e Torino. Il paragone sembra quasi surreale, dal momento che non sembra neanche di stare parlando di due città dello stesso paese.

A Milano, infatti, lo stipendio medio è salito del 6% e ora vale il doppio di quello di Torino.

Il capoluogo sabaudo è al 14° posto tra le città con gli stipendi più alti

Le rilevazioni dell’istituto, che si sono svolte su tutto il territorio nazionale, hanno evidenziato a Torino un aumento degli stipendi significativo. In Piemonte gli stipendi si sono mossi all’insù del 2% circa, una crescita in linea con l’inflazione registrata nel triennio 19-21.

La notizia cattiva è che il lavoro a Torino non paga a sufficienza in paragone con altre città. Il reddito medio pro-capite del lavoro dipendente torinese è di circa 15.425 euro l’anno, rendendo il capoluogo solo il quattordicesimo in Italia per valore delle buste paga.

Davanti a noi ci sono comuni con estensione minore, come Trieste, Verona, Genova, Parma, Reggio Emilia. In cima alla classifica svetta, ovviamente, Milano, con oltre 30 mila euro l’anno. Subito dietro, nella top 3, si trovano Bolzano e Roma, comprese nella forbice tra 19 mila e 18 mila euro. 

Torino, però, deve iniziare a invertire la tendenza per evitare di essere raggiunta da Cuneo. La provincia Granda, infatti, che fino a poco tempo fa era alle prese con la difficoltà a reperire talenti, sembra aver ingranato la marcia degli aumenti salariali. Nel biennio preso in esame, infatti, il balzo degli stipendi è pari a quello milanese, + 6% con una media di 14 mila euro. 

Nell’Italia della frammentazione delle buste paga emerge un altro dato che contraddistingue Torino rispetto alle sue concorrenti e ne dimostra l’incredibile abisso che le separa. Se a Milano il lavoro vale il 90% del reddito disponibile, a Torino la percentuale si abbassa al 67% e a Cuneo al 63%, mettendo in luce come il lavoro per raggiungere l’equità salariale in Italia sia ancora ben lontano dal termine.

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