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Torino: un satellite per evitare le buche stradali

Da Asja D'arcangelo

Febbraio 03, 2023

A Torino parte il progetto per la prevenzione delle buche stradali: a controllare le arterie della città ci sarà anche un satellite.

Prevenire le buche in città: a Torino si potrà grazie a un satellite

Ogni anno il Comune di Torino è costretto a sborsare milioni per la manutenzione delle strade: la maggior parte servono solo per coprire le buche.

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Infatti, come i cittadini ben sanno, il problema delle buche è una delle maggiori criticità delle strade torinesi. Queste, infatti, non sono solo un pericolo per gli automobilisti e i motociclisti, ma anche per i pedoni.

Negli anni si sono studiate una moltitudine di soluzioni diverse ma nessuna ha dato i risultati sperati. Ora, però, il Comune di Torino, in collaborazione con il Politecnico, ha sviluppato una nuova proposta che prevede l’utilizzo di un satellite.

L’assessore della giunta comunale Francesco Tresso ha spiegato come la  proposta abbia già trovato l’approvazione della Giunta Comunale. L’idea è quella di utilizzare un satellite per capire lo stato di salute delle strade di Torino e individuare le buche senza bisogno di intervenire sul posto, causando disagi al traffico.

In questo modo, grazie anche alla mappatura 3D satellitare della città si potrà prevedere in anticipo su quali strade si verranno a formare le buche.

Grazie al satellite il Comune potrà risparmiare sui costi di riparazione delle strade

I torinesi non sono veramente interessati al metodo, ma attendono impazienti i risultati. Una volta che si saranno assicurati che il problema delle buche sia passato, potranno occuparsi in che modo il Comune si sia liberato di loro.

Uno strumento simile è già stato utilizzato in passato per qualche anno, ma poi era stato accantonato. Grazie alla sua nuova veste, però si potrà fronteggiare l’emergenza delle buche senza troppi sprechi economici.

L’assessore ha commentato le differenze tra i fondi disponibili per riparare le buche in passato (5,8 milioni) a quelli disponibili oggi (appena 2,5). I finanziamenti sarebbero a malapena sufficienti per coprire le urgenze più impellenti e che permetterebbero di coprire solo una minima parte degli interventi che, fino a qualche anno fa, si potevano effettuare.

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Asja D'arcangelo

Studentessa di facoltà umanistiche all'Università di Torino. Appassionata di giornalismo, ama viaggiare e scoprire nuove culture.