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Molinette: arriva la prima cura per combattere la Sla

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Alle Molinette di Torino un importante studio rivela la prima cura efficace per combattere la Sla.

La notizia, di rilevanza mondiale, apre uno spiraglio di luce su una malattia neurodegenerativa considerata fino ad ora incurabile.

Una nuova cura per la Sla

La Sla (sclerosi laterale amiotrofica) è una malattia neurodegenerativa che provoca una graduale disabilità motoria.

Sono anni che i medici la studiano, cercando una cura per alleviare i suoi effetti sui pazienti.

Per questo la scoperta della prima cura per la Sla, alla quale hanno collaborato anche le Molinette, è così importante per la comunità scientifica mondiale.

Il resoconto dello studio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la rivista scientifica più importante a livello mondiale nel campo della medicina.

I dettagli sulla nuova cura per la Sla

La nuova terapia risulta ancora limitata, non riuscendo a risolvere i problemi di tutti coloro che soffrono di questa malattia.

Infatti, secondo l’articolo che illustra i risultati dello studio, solo i pazienti portatrici della mutazione nel gene Sod1 sembrano rispondere al trattamento.

In questi soggetti, gli studiosi hanno dimostrato che grazie alla somministrazione di Tofersen c’è stato un rallentamento della progressione clinica della Sla.

Dai risultati emersi dallo studio, emerge che il farmaco ha un effetto incisivo nel corso del primo anno di terapia e che persiste nel tempo.

I dettagli dello studio

Lo studio ha esaminato le reazioni al Tofersen di 108 pazienti aventi questo specifico tipo di mutazione, divisi tra rapida e lenta progressione.

Nel progetto sono previste due fasi: la prima, di sei mesi di durata, è già terminata, mentre la seconda è ancora in corso.

Quello che gli studiosi mirano ad osservare nei pazienti sottoposti a questo tipo di terapia, è la riduzione della proteina Sod1 e dei neurofilamenti.

Per questo i medici hanno scelto di utilizzare il Tofersen, che essendo un oligonucleotide antisenso opera in modo specifico sull’Rna messaggero. 

In questo modo, si può bloccare la sintesi della proteina alterata, rallentando il corso della malattia.

La somministrazione della terapia avviene tramite un’iniezione lombare, che generalmente viene ben tollerata dai pazienti.

Adriano Chiò, luminare delle Molinette, contribuisce allo studio

Adriano Chiò è il direttore della neurologia dell’ospedale Molinette e capo del Centro per la Sla.

Ha iniziato a studiare questa malattia nel 1988, quando ha aperto il primo ambulatorio dedicato interamente alla Sla.

Assieme alla sua squadra, non ha mai smesso di studiare questa malattia, facendo numerosi e progressivi passi avanti verso una cura.

In questo modo, è presto diventato uno dei più grandi esperti in questo campo a livello mondiale, cosa che gli è stata riconosciuta con l’assegnazione del “Forbes Norris Award”.

Per questo è stato uno dei pochi ad essere stato chiamato per partecipare allo studio per trovare una cura per la Sla.

Contribuendo allo studio con il maggior numero di pazienti al mondo, il suo aiuto è stato fondamentale per l’indagine, guidata dall’Università di Washington.

Asja D’Arcangelo

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