Economia

A Torino chiude Dezzutto: la pasticceria di Porta Nuova

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Torino chiude Dezzutto.

La storica pasticceria e caffetteria di alto livello del centro, a due passi da Porta Nuova, ha definitivamente abbassato la saracinesca. Una chiusura già stabilita a giugno, quando l’elegante locale di piazza Carlo Felice aveva chiuso i battenti. Una decisione che è diventata poi definitiva e che consegna al capoluogo piemontese un altro triste epilogo.

Una chiusura lampo, che arriva dopo nemmeno due anni di apertura. L’avvio era stato concretizzato nel dicembre 2020, circa venti mesi fa.

Un locale che doveva invece ereditare la grande tradizione di Dezzutto, operativo in via Duchessa Jolanda dal 1958. E che continua con successo la propria attività. Ora, il locale di 150 metri quadri, nelle immediate vicinanze della stazione di Porta Nuova, è stato messo in vendita.

Il locale Dezzuto sito nel del Centro Commerciale Le Gru fa capo alla famiglia Albano, mentre l’attività commerciale a cui fa riferimento il nostro articolo, quello di piazza Carlo Felice, è di un’altra proprietà.

A Torino chiude Dezzutto: la morìa delle attività storiche in città

Con la chiusura di Dezzutto prosegue la morìa di attività storiche in città. Un fenomeno, questo, che negli ultimi anni ha visto come protagonista soprattutto il centro cittadino, che ha perso decine di imprese storiche nel corso dell’ultimo decennio.

Dagli alimentari alla ristorazione, passando per l’abbigliamento e numerosi altri settori, la spina dorsale dell’imprenditoria locale è praticamente scomparsa. Vie come via Roma, via Lagrange, via Garibaldi e le relative piazze limitrofe sono state letteralmente prese d’assalto dai grandi marchi. I brand italiani e stranieri riescono a fare fronte al caro affitti e a spese fisse e di gestione piuttosto alte, tanto da poter soppiantare le vecchie attività e assorbirne la clientela.

Un circolo vizioso, che non sembra conoscere potenziali inversioni di tendenza, almeno nel breve termine. Torino sta perdendo sempre più frequentemente le sue attività più caratteristiche, che ormai sono state ridotte all’osso dalla morsa della crisi.

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