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A Torino poche auto elettriche e colonnine: corsa contro il tempo per la svolta green

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Torino le auto elettriche e le colonnine sono ancora presenti in misura troppo limitata rispetto alle medie nazionali e internazionali.

Il capoluogo piemontese è una delle città che maggiormente deve lavorare affinché possa compiersi la transizione elettrica entro il 2035. Tra 13 anni, infatti, ci sarà spazio solo per vetture ad alimentazione ecologica, come stabilito dalle direttive dell’Unione Europea.

La nostra città, nel periodo compreso tra gennaio e giugno di quest’anno, ha contato appena 2300 auto elettriche immatricolate. A ciò va aggiunto il problema colonnine, che sono appena 387, delle quali appena 250 sono fruibili dal pubblico.

I numeri fanno ancora più riflettere se si confrontano con quelli di altre realtà come Roma e Milano, che vantano dati superiori e non di poco rispetto a quelli della città della Mole.

Nonostante in città sia partita la rivoluzione elettrica già da qualche anno, il pubblico ancora fatica a recepirla. Il rapporto tra auto elettriche e auto circolanti è ancora più significativo in negativo, se si pensa che nella nostra città circolano ben 500mila mezzi, dei quali solo poche migliaia sono elettrici.

A Torino scarseggiano auto elettriche e colonnine: i rimedi per migliorare la situazione

Per porre rimedio a questa situazione abbastanza complicata, sono in arrivo delle misure specifiche.

La primissima riguarda le colonnine, che aumenteranno in maniera significativa grazie a LeasysGo. La società controllata da FCA, che ha comprato Blue Torino e che ne sostituito il servizio di car sharing elettrico con le sue 500e, ha deciso di mettere a disposizione le sue 477 colonnine di ricarica da 22 kw. In questo modo, i punti di ricarica delle auto elettriche in città passeranno a oltre 700 unità.

Per quanto riguarda le auto, oltre agli incentivi e alla diminuzione della produzione di vetture ad alimentazione tradizionale, saranno necessari gli snellimenti burocratici per portare avanti questa rivoluzione del mercato. Non basterà il calo di offerta di altri tipi di auto. Occorreranno anche interventi convincenti per spingere il pubblico ad acquistare elettrico.

Tutto questo tenendo conto che in città ci sono realtà come Fiat che producono tantissime auto elettriche, che poi non vengono vendute qui. Mirafiori, ad esempio, realizza ben 80mila 500 elettriche all’anno, delle quali solo una minima parte circola nei nostri territori.

Al momento pare che il pubblico non accolga con favore le novità date dal mercato elettrico. Non solo: anche i produttori faticano a convertirsi. Occorreranno misure realmente efficaci, in quanto il 2035 è molto più vicini di quanto sembri.

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