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Fridays For Future: Torino il Camp si farà ma saltano i concerti

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Dal 25 al 28 luglio si svolgeranno a Torino il meeting internazionale dei Fridays For Future e del Climate Social Camp.

La corsa del Comune per la loro realizzazione, infatti, si è ormai praticamente conclusa grazie ad un ennesimo incontro con le autorità in Prefettura e gli organizzatori.

No ai concerti: troppo complessa l’organizzazione della sicurezza

Il campeggio, si è stabilito, sarà patrocinato dalla Città stessa, anche se salteranno le performance degli artisti, tra le quali La Rappresentante di Lista.

Secondo le istituzioni, l’organizzazione dei concerti sarebbe risultata troppo complessa, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione della sicurezza.

Gli spettacoli avrebbero avuto luogo nel parco della Colletta ma, il vero problema, sarebbe emerso durante gli eventi organizzati al chiuso.

I locali che avevano dato gratuitamente la loro disponibilità per ospitare gli spettacoli, infatti, avrebbero una capienza troppo ridotta.

Solo poche centinaia di persone avrebbero potuto accedere ai concerti, nonostante già ora siano attesi migliaia di partecipanti alla manifestazione.

Per evitare questa situazione che avrebbe creato un clima di esclusività, i Fridays For Future hanno preferito cancellare le esibizioni.

Al loro posto, però, si terranno incontri aperti al pubblico con gli artisti, sempre al parco della Colletta.

Qui si terrà anche il Climate Social Camp, che riuscirà ad ospitare fino a 1.500 persone.

Fridays For Future: tanti gli incontri programmati a Torino

È arrivata, invece, la conferma per la realizzazione delle altre iniziative, tra le quali cene sociali, tornei sportivi, incontri e dibattiti.

L’area nella quale si svolgeranno tutte le attività sarà attrezzata con bagni, docce e diversi punti di somministrazione.

Inoltre, ci sarà un panel al Campus Einaudi: sarà qui che parlerà Greta Thunberg assieme a Carlo Petrini, Luciana Castellina e tanti altri ospiti.

Saliranno sul palco anche numerosi delegati di Fridays, provenienti da paesi nei quali il cambiamento climatico è già in atto.

Il Comune ha invece garantito il patrocinio alla manifestazione, contribuendo con la logistica (procurando palchi, pedane e sedie) e mettendo a disposizione la polizia municipale.

Inoltre, la Città garantirà agli organizzatori della manifestazione diversi sconti sull’utilizzo del suolo pubblico e sulla Tari.

La burocrazia rischia di far saltare l’evento

Nonostante i Fridays For Future si ritengano soddisfatti dagli incontri con il Comune di Torino, non possono nascondere che qualche malumore sia rimasto.

L’evento, che è stato organizzato da professionisti che hanno offerto la loro disponibilità, ha incontrato diversi ostacoli insuperabili.

Il tutto sarebbe colpa della burocrazia che, con i suoi tempi e le sue richieste, è andata comunque a bloccare l’evento.

Questi, a parere dei Fridays, sono risultati esagerati.

Un esempio recente è l’incontro con gli organizzatori per controllare il versante idrogeologico del parco della Colletta.

In poche parole, l’ispezione ha il compito di valutare le misure da adottare se il Po dovesse esondare.

Un vero controsenso, dato che il livello di riempimento del fiume è ai minimi storici.

Inoltre, gli organizzatori hanno dovuto pagare 80 euro per ogni pianta presente nel Climate Social Camp.

Nonostante i Fridays ammettano che su alcune cose avrebbero dovuto agire in anticipo, rimane il fatto che alcune pratiche burocratiche abbiano messo a rischio tutto l’evento.

Asja D’Arcangelo

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