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Torino: ingorghi nel nuovo tunnel di corso Grosseto

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Poche ore dopo la sua apertura, il nuovo tunnel sotterraneo tra corso Potenza e corso Grosseto a Torino ha subito alimentato nuovi ingorghi.

L’opera, che si trova nel cuore di Madonna di Campagna, avrebbe dovuto snellire il traffico ma, all’ora di punta, ha invece avuto l’effetto opposto.

All’ingresso del sottopasso, infatti, si è presto formata una lunga fila di auto, in particolare sulla carreggiata che va da corso Grosseto verso sud.

Gli automobilisti rimanevano bloccati nel tunnel per oltre un quarto d’ora, nonostante questo sia lungo solo 400 metri.

Non si è registrato invece nessun disagio nel senso di marcia opposto.

L’inaugurazione del nuovo tunnel: ecco chi era presente

All’inaugurazione, avvenuta in mattinata, erano presenti numerosi personaggi pubblici della scena cittadina e regionale.

In rappresentanza del Comune di Torino, c’erano il sindaco Lo Russo assieme a diversi assessori comunali.

Hanno partecipato Tresso, l’assessore alla Cura della Città e Foglietta, assessora alla Viabilità.

Presenti anche Crescimanno e Cuzzilla, presidente e vice della Circoscrizione 5.

Al taglio erano presenti diversi assessori regionali: c’erano Gabusi, assessore alle Infrastrutture, Ricca, assessore ai rapporti con le società partecipate, e Tronzano, assessore al Bilancio.

Anche Domenico Corio, presidente di Scr Piemonte ha partecipato all’inaugurazione.

Non solo ingorghi: il nuovo tunnel causa disagi da quattro anni

Il tunnel è costato 7,5 milioni e è stato realizzato dopo quattro anni di lavori nell’ambito della Torino-Ceres.

Quest’ultima è una maxi-opera che, dal 2024, permetterà si collegare il Canavese con il tratto ferroviario Torino-Milano, in modo da connettere Caselle e Porta Susa.

La creazione di ingorghi, però, non è stata l’unica difficoltà che il nuovo curvone ha creato al quartiere.

Molti cittadini, infatti, hanno colto l’occasione dell’inaugurazione per denunciare i disagi che i lavori avevano causato al quartiere per ben quattro anni.

A causa dei cantieri, questa zona di Torino non solo si era trasformata in un labirinto, ma aveva perso molti posti auto.

Questo aveva portato molti clienti ad allontanarsi dai negozi del quartiere, ormai difficili da raggiungere.

Infatti, sono circa cento le attività che sono state costrette a chiudere a causa dell’avvio dei lavori.

Asja D’Arcangelo

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