Ferrovia Torino Ceres: guida alla linea tra città, aeroporto e montagne

Da Alessandro Maldera
Giugno 21, 2025

La ferrovia Torino-Ceres è una delle tratte ferroviarie storiche più affascinanti del Piemonte, capace di unire passato, presente e futuro. Nata con lo scopo di collegare Torino alle Valli di Lanzo, questa linea ha attraversato più di un secolo di trasformazioni urbanistiche, tecnologiche e sociali, adattandosi ai bisogni di una mobilità sempre più moderna e sostenibile.
Oggi è molto più di un semplice collegamento regionale: è una dorsale strategica che tocca la Reggia di Venaria, l’aeroporto di Caselle e alcuni tra i borghi montani più suggestivi della provincia torinese. La sua storia affonda le radici nell’Ottocento, ma le ultime innovazioni – come il collegamento diretto con il Passante ferroviario e il rilancio tramite il servizio metropolitano – l’hanno trasformata in una linea all’avanguardia.
La storia della ferrovia Torino Ceres
La nascita della ferrovia Torino-Ceres affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento, quando Torino era ancora capitale del Regno di Sardegna. L’idea di collegare la città al Canavese, cuore dell’industrializzazione piemontese, portò nel 1856 alla costituzione della Società Anonima della Strada Ferrata Centrale del Canavese.
Il primo progetto prevedeva un tracciato da Torino a Caselle, Torinese con diramazioni verso Cirié, Lanzo, Leinì, Volpiano, Rivarolo e Castellamonte. Tuttavia, problemi finanziari bloccarono il progetto più ampio, ma nel 1865 fu fondata la Sacftc – Società Canavese per la Strada Ferrata da Torino a Cirié, che riuscì a ottenere i capitali, anche grazie all’impegno diretto dei Comuni interessati.
Le tappe della costruzione
- 1868: apertura del primo tratto Torino Ponte Mosca – Venaria Reale (18 aprile)
- 1868: prolungamento fino a Caselle Torinese (1º dicembre)
- 1869: arrivo a Cirié (28 febbraio)
- 1876: estensione fino a Lanzo Torinese (6 agosto), alla presenza di Agostino Depretis e don Bosco
- 1916: completamento del tratto montano fino a Ceres (17 giugno), grazie anche all’uso di prigionieri di guerra austriaci come manodopera
Le stazioni alpine furono progettate in stile svizzero, diventando alcuni tra i fabbricati ferroviari più caratteristici del Piemonte. Il viadotto di Ceres e il ponte di Mezzenile rappresentano ancora oggi esempi notevoli di ingegneria ferroviaria.
Una delle prime linee elettrificate d’Europa
Nel 1918 la concessionaria, ormai divenuta FTCL (Torino-Cirié-Valli di Lanzo), avviò l’elettrificazione della linea. Il progetto fu affidato al Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri (TIBB), e il 1º maggio 1921 la ferrovia Torino-Ceres diventò la prima in Europa a servizio passeggeri con trazione a corrente continua ad alta tensione (4kV).
La Resistenza, le guerre e le interruzioni
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la linea fu teatro di episodi significativi della Resistenza, come:
- L’esecuzione di tre partigiani alla stazione di Nole (novembre 1944)
- Il furto di un treno militare alla stazione di Cirié (luglio 1944)
Nel dopoguerra, eventi climatici e la crescita della motorizzazione privata iniziarono a mettere in difficoltà il servizio, in particolare per il trasporto merci. Tra le principali difficoltà: alluvioni, ponti danneggiati, tagli di fondi e ritardi nell’ammodernamento della linea elettrica.
Dagli anni ’80 al 2006: interramenti, raddoppi e passaggi olimpici
Negli anni ’80 furono avviati lavori importanti, tra cui:
- Interramento del tratto fino a Borgaro Torinese
- Nuova stazione di Torino Dora
- Disattivazione di Torino Porta Milano
- Prolungamento fino a Torino Porta Susa per le Olimpiadi Invernali del 2006, con un collegamento diretto per l’aeroporto Sandro Pertini di Caselle
Tuttavia, nel 1993 un’alluvione distrusse il ponte sul Cornalè e danneggiò altri tratti montani, chiudendo la linea oltre Germagnano fino al 2008.
l tunnel sotto corso Grosseto e la fine del cavalcavia
Nel 2009, per risolvere le incompatibilità tra la ferrovia Torino-Ceres e il Passante ferroviario di Torino, venne approvato un progetto strategico: la realizzazione di un nuovo tunnel ferroviario di circa 3 chilometri sotto corso Grosseto, che avrebbe sostituito il vecchio tracciato urbano di via Stradella.
Il nuovo tracciato prevedeva:
- il collegamento diretto con la stazione di Torino Rebaudengo,
- la realizzazione della nuova stazione interrata Grosseto Torino,
- l’interconnessione con le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano SFM1 e SFM4, oltre alla rete nazionale FS.
Per fare spazio al tunnel e alla nuova viabilità di superficie, fu completamente demolito lo storico cavalcavia di corso Grosseto, struttura considerata per anni un simbolo della zona nord di Torino ma ormai inadeguata per il traffico moderno. L’abbattimento, avvenuto tra il 2018 e il 2019, ha permesso di ridisegnare completamente la mobilità del quartiere, integrando la ferrovia con i nuovi percorsi ciclopedonali e una viabilità più scorrevole.
L’intervento, dal valore di oltre 160 milioni di euro, si è concluso nel 2023, rendendo possibile l’inaugurazione del servizio diretto tra Torino Porta Susa e l’aeroporto di Caselle nel gennaio 2024.
Dal 20 gennaio 2024, il servizio ferroviario diretto tra Cirié, l’aeroporto di Caselle e Torino Porta Susa è finalmente operativo, segnando la rinascita di un’infrastruttura simbolica per tutto il Piemonte.
Treno Torino-Caselle: 1 milione di passeggeri nel 2025
Nel 2025 la linea ferroviaria Torino–Caselle ha raggiunto un traguardo storico: 1 milione di passeggeri in un anno. Un risultato che riflette il cambiamento nelle abitudini di mobilità di residenti, turisti e lavoratori dello scalo torinese.
Grazie al collegamento diretto con Torino Porta Susa, corse ogni 30 minuti e un tempo di percorrenza di circa 30 minuti, il treno è oggi una scelta comoda, economica e sostenibile. Il servizio, potenziato dopo la riattivazione del 2024, ha registrato un +27% di passeggeri già nei primi quattro mesi del 2025.
Il biglietto costa circa 3,60 euro, e permette di evitare traffico e parcheggi. Il successo della tratta è il frutto della sinergia tra Regione Piemonte e Trenitalia, in vista anche delle Olimpiadi Milano-Cortina, che daranno ulteriore centralità a questo collegamento.
Nel 2026 sono attesi: più corse, orari estesi, migliori integrazioni con bus e tram GTT e la riapertura completa fino a Ceres.
Percorso e stazioni: da Torino alle Valli di Lanzo
La ferrovia si snoda per circa 43 km e tocca le seguenti stazioni principali:
- Torino Porta Susa
- Torino Rebaudengo Fossata
- Grosseto Torino (nuova fermata 2024)
- Venaria Reale – Rigola Stadio
- Venaria Reggia
- Borgaro Torinese
- Torino Aeroporto di Caselle
- San Maurizio Canavese
- Cirié
- Lanzo Torinese
- Germagnano (capolinea provvisorio dal 2024)
- Traves (servita da bus sostitutivi)
- Mezzenile (servita da bus sostitutivi)
- Pessinetto (servita da bus sostitutivi)
- Lanzo Torinese (servita da bus sostitutivi)
- Ceres *(servita da bus sostitutivi)
Attualmente (giugno 2025), i treni circolano solo tra Torino e Germagnano. Il tratto da Germagnano a Ceres è servito da autobus sostitutivi GTT.
Curiosità: il tratto montano tra Lanzo e Ceres presenta curve strette e pendenze fino al 35%, rendendolo uno dei tracciati più impegnativi d’Italia. Le stazioni in stile alpino svizzero e il viadotto in calcestruzzo sulla Stura di Valgrande sono simboli architettonici della linea.
- Come andare in treno all’Aeroporto di Torino Caselle
- Tutte le soluzioni per raggiungere l’Aeroporto di Torino Caselle
Treni in servizio (aggiornato al 2025)
- Torino–Cirié: TAF a doppio piano
- Torino–Caselle: Pop, Jazz e occasionalmente Vivalto
- Cirié–Germagnano: Minuetti
- Da maggio 2025: ritorno dei treni diretti Torino–Germagnano
Collegamenti futuri e linee metropolitane
Attualmente, la ferrovia Torino-Ceres è integrata nelle seguenti linee SFM:
- SFM4: Alba – Torino – Cirié
- SFM6: Asti – Torino Aeroporto
- SFM7: Fossano – Torino – Cirié – Germagnano
- (Previsto) SFM3: Bardonecchia/Susa – Torino – Aeroporto
- (Previsto) SFM7 prolungata: fino a Ceres, al termine dei lavori
Ferrovia Torino Ceres: riattivazione completa entro il 2026
Il 3 aprile 2025, durante un incontro ufficiale tra Regione, RFI, Trenitalia e i sindaci dell’area, è stato confermato che l’intera linea sarà riattivata entro il 2026. I lavori infrastrutturali tra Cirié e Germagnano sono stati completati nei tempi previsti, consentendo il transito di treni più capienti come Rock e TAF.
Dal 4 maggio 2025, la linea SFM4 è diretta da Alba a Germagnano, mentre la SFM7 da Fossano utilizza la stessa tratta nei giorni festivi. È prevista una chiusura temporanea estiva (16 giugno – 7 settembre) per consentire il completamento in sicurezza dei lavori finanziati dal PNRR.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



