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Torino, la Rai valuta la vendita di alcuni edifici

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È stata da poco rilasciata un’analisi, preparata dalle Direzioni interne Asset e Management e Infrastrutture immobiliari della Rai, sugli immobili dell’emittente.

Lo studio mette in luce le caratteristiche e le potenzialità di vendita dei palazzi della televisione pubblica.

Tra gli edifici menzionati all’interno del documento, compaiono anche quelli che la Rai possiede a Torino, compresa la sede di Via Verdi all’ex teatro Scribe.

Quello che emerge dalla ricerca è che per l’azienda sarebbe meglio vedere alcuni degli stabili torinesi ad enti pubblici.

L’analisi sul Centro di Produzione Rai di Torino

L’analisi volge uno sguardo al territorio, valutando le possibili interazioni create dall’ipotetica dismissione di alcuni spazi, oltre a rivelare le strategie suggerite dai tecnici Rai.

Dallo studio, emerge che gli edifici della città non abbiano una grande valenza strategica.

La sede di Via Verdi, ad esempio, non sarebbe molto apprezzata sul piano degli investimenti, considerando anche la staticità del mercato immobiliare di Torino.

In ogni caso la Rai non lascerebbe con leggerezza la storica sede all’ombra della Mole.

L’edificio, infatti, oltre ad avere un grande valore storico, ma ha fatto spendere all’azienda ingenti somme per la manutenzione, il rifacimento dell’ingresso e dell’impianto di condizionamento.

Il palazzo, tra l’altro, ospita anche il Museo della Radio e della Televisione, sul quale si è puntato molto di recente.

L’analisi sul Palazzo della Radio in Via Verdi

In Via Verdi 13, molto vicino al centro di produzione, c’è poi un altro edificio Rai: il Palazzo della Radio.

L’analisi mette in luce come il palazzo non sia considerato liquido sul mercato degli investimenti, se si prendono in considerazione le sue caratteristiche architettoniche.

La ricerca afferma poi che se dovesse essere messo in vendita, l’edificio garantirebbe un risparmio a lungo termine sui costi di gestione e manutenzione.

Sul documento, emerge anche l’idea di metterlo a disposizione del Museo del Cinema, che potrebbe considerare di espandere i propri locali.

Infatti, se al locale fosse interessato un ente pubblico, questo permetterebbe alla Rai una limitata potenzialità di valorizzazione.

L’analisi su altri edifici Rai a Torino

Tra gli edifici presi in esame dal documento, figura anche l’auditorium di via Rossellini.

Questo, però, viene valutato positivamente dall’analisi, che ne descrive la funzionalità per le attività dell’azienda e sancisce quindi la sua intoccabilità.

Va molto peggio ai ruderi del teatro Scribe in via Montebello, che, bombardato durante la guerra, non è mai stato reso agibile.

Per ristrutturare l’immobile servirebbe un intervento dai costi molto elevati e, perciò, l’analisi suggerisce una possibile vendita a soggetti pubblici o locali.

Per quanto riguarda gli edifici in corso Giambone 68, invece, le prospettive Rai sono decisamente più particolareggiate.

L’ex Centro ricerche, che ora è stato trasferito in via Cavalli, è stato adibito a magazzino e ora accoglie materiale stoccato.

Un uso del genere è considerato uno spreco, soprattutto perché l’edificio può vantare di spazi decisamente ampi.

L’ipotesi, in questo caso, è quella di destinare l’edificio ad un nuovo e più produttivo uso: una delle idee proposte è quella di ricavarne degli uffici.

Per massimizzare gli sforzi, però, si suggerisce la via della demolizione dello stabile, con successiva ricostruzione.

Torino, la Rai è ancora in fase di valutazione per la vendita degli edifici

La Rai precisa che per adesso il Consiglio di amministrazione dell’azienda non ha preso nessuna decisione per quanto riguarda il piano immobiliare dei i prossimi anni.

In ogni caso, anche se si dovesse decidere di intervenire, i tempi per la variazione del patrimonio immobiliare sarebbero molto lunghi.

Un esempio è infatti il palazzo di via Cernaia, che dopo cinque anni di abbandono, ha trovato un acquirente solo nel 2021.

Asja D’Arcangelo

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