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Ambiente, continua la siccità del Po: allarme dall’Osservatorio

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Continua l’allarme siccità per il fiume Po: il fabbisogno d’acqua è altissimo ma tutte le disponibilità sono dichiarate “in esaurimento”.

L’Osservatorio sugli utilizzi idrici del Po non ha dubbi: una situazione del genere non si vedeva da 70 anni.

E il quadro generale non sembra certo in miglioramento. Anzi, alle criticità già in corso si aggiungono la mancanza di piogge e le temperature ben al di sopra della media.

La temperatura è infatti più alta in media di 2-3 gradi, anzi, in alcune zone si arriva anche a quattro gradi in più rispetto alle medie stagionali. E manca completamente la neve, una riserva fondamentale per l’acqua.

L’Osservatorio, riunito in seduta straordinaria con Autorità del Po, Regioni portatori d’interesse e la protezione civile ha lanciato l’allarme: diverse aree rischiano di rimanere senz’acqua.

L’unica soluzione possibile è muoversi per tempo e creare una rete di sussidiarietà tra i territori.

Non solo, ma i prelievi idrici vanno controllati e verificati per poter assicurare a tutti l’acqua. Altrimenti bisognerà intervenire subito con la Protezione Civile.

La situazione non è certo incoraggiante: la neve delle Alpi si è già totalmente esaurita, i laghi sono ai minimi storici, la produzione di energia elettrica è in stallo.

Senza dimenticare le colture in sofferenza, nonostante l’avvio tardivo dell’irrigazione.

Nuovo allarme siccità per il fiume Po: tutti i dettagli

Per gestire questa crisi, sono stati stabiliti tre principi fondamentali.

Il comparto idroelettrico ha dato la propria disponibilità a sostenere il settore agricolo e i grandi laghi confermano la possibilità di scendere sotto i livelli minimi di invaso per poter alimentare con regolarità i corsi d’acqua di valle.

Infine, ogni quantitativo percentuale sarà condiviso con partner e utilizzatori. Esattamente come ogni decisione territoriale che potrà avere effetti sull’acqua.

L’Osservatorio si riunirà nuovamente martedì 21 giugno, ma non nasconde la sua preoccupazione. Tra i settori più critici c’è infatti quello dell’acqua potabile.

In Piemonte ci sono già un centinaio di comuni in cui l’associazione chiede eventuali sospensioni notturne per riempire i serbatoi e un uso estremamente parsimonioso dell’acqua.

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