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Torino, arriva oggi lo sfratto per l’Imbarco Perosino

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Avrà luogo oggi lo sfratto per lImbarco Perosino, lo storico locale di Torino posseduto dall’omonima famiglia da 86 anni.

La corte d’Appello, infatti, ha incaricato un ufficiale giudiziario che passerà a ritirare le chiavi del ristorante di via Virgilio.

Questo è quello che era stato decretato dalla sentenza del 26 novembre 2018, durante la quale l’Imbarco era stato dichiarato proprietà del Comune di Torino.

Era stato ottenuto un rinvio lo scorso 31 marzo, ma ora la controversia sembra finita: sul sito della Città, infatti, è stato pubblicato un nuovo bando.

L’obiettivo del Comune è quello di trovare un nuovo concessionario, il quale potrà continuare l’attività di ristorazione dell’Imbarco.

La controversia tra i Perosino e Torino sull’Imbarco: i dettagli

La controversia sull’Imbarco Perosino dura da circa dieci anni, ma ormai lo sfratto voluto dalla Città di Torino è inevitabile.

Tutto iniziò nel 1977, quando la Città fece applicare una legge che rende i terreni limitrofi al fiume di proprietà del demanio.

Nel 2010, però, il Comune decise di alzare il canone, scatenando una protesta da parte dei proprietari che hanno perciò deciso di smettere di pagare.

I Perosino, che avevano acquistato l’Imbarco già nel 1936, avevano poi fatto causa alla Città di Torino.

Il procedimento, al momento, è ancora in cassazione, nonostante i primi due gradi di giudizio siano andati incontro alle richieste del Comune.

Presentato dalla Città un nuovo bando di acquisizione per l’Imbarco Perosino

25 mila euro di canone annuo è la base d’asta fissata dalla Città di Torino per la concessione dell’Imbarco Perosino.

Il locale storico rimarrà sempre un ristorante, nel quale i clienti potranno godersi l’ambiente suggestivo del Po e del Valentino.

Il bando, che scadrà il 4 luglio, prevede che gli offerenti presentino un progetto per la valorizzazione dell’attività di ristorazione.

L’idea della Città, sottolineata dalla vicesindaca Michela Favaro, è quella di valutare non solo l’offerta economica, ma anche quella culturale e la promozione di eventi.

Asja D’Arcangelo

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