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Torino, diventa effettivo lo sfratto per l’Imbarco Perosino: nessun accordo

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Una lunga vicenda, che va avanti dal 2018, e adesso il triste epilogo è giunto: il Comune di Torino rende effettivo lo sfratto per l’Imbarco Perosino.

Lo storico ristorante, aperto nel 1936, dovrà quindi sgomberare entro il 31 marzo 2022 per non aver rispettato i termini dell’accordo col Comune. Infatti Palazzo di Città aveva preteso il pagamento della quota demaniale, con il ristorante che ha acculato debiti per 140 mila euro. Quella cifra, ad oggi, sfiora i 300 mila di introiti non incassati dalla Città di Torino.

Dopo quattro anni di sentenze e ricorsi, i tribunali hanno dato ragione al Comune, che ha emesso l’ordinanza di sfratta per gli oneri non riscossi.

La questione risale alla legge regionale del 1977 che rende i terreni limitrofi al fiume area di proprietà del demanio. Palazzo di Città decise, nel 2010, di alzare il canone di locazione, facendo nascere una diatriba legale tra la proprietà che ha smesso di pagare il demanio e gli organi cittadini.

Sfratto per l’Imbarco Perosino di Torino: i dettagli

In un periodo complesso per la ristorazione, la proprietà del ristorante Perosino deve arrendersi all’ordinanza della Città di Torino. La proprietà si dice spiazzata e amareggiata, chiudendo di fatto l’attività il prossimo 31 marzo.

Dopo la prima sentenza del novembre del 2018, questa volta l’ufficiale giudiziario, Lucia di Pietro ha emesso la sentenza definitiva di sfratto.

Adesso l’area torna in capo alla Città di Torino, che potrebbe indire una gara per assegnare lo stabile. Infatti il Parco del Valentino nei prossimi anni vedrà una cospicua riqualificazione.

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