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Torino, prezzo in aumento su cibo e altri prodotti

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A Torino, in questo periodo di incertezza, si registra un aumento sul prezzo del cibo che sta diventando sempre più importante.

La causa è l’inflazione, che sta investendo tutti i settori, andando a colpire famiglie ed imprese. In Piemonte è passata dal 5,0% di febbraio dell’anno scorso al 5,1% di quest’anno. L’incremento netto registrato su base annua è stato del 4,6%.

Torino, ecco quali sono i prodotti che hanno subito l’aumento di prezzo maggiori

È l’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del comitato regionale piemontese dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che, attraverso uno studio, evidenzia i prodotti che hanno subito i maggiori rincari.

Il dato che più colpisce è quello dell’olio diverso da quello di oliva: l’aumento del prezzo è stato, a partire da inizio anno fino a Pasqua, del 23%, il più caro registrato fino ad ora.

A seguire, i prezzi che sono saliti di più sono i vegetali freschi, con un aumento del 17,5%, ed il burro, con +17%.

È la pasta, fresca o secca, e i relativi preparati a seguire nella classifica dei prezzi più alti, che aumenta del 13% (ben +2,4% in più rispetto al mese scorso). I prezzi dei frutti di mare, invece, incrementano del 10,8% assieme alla farina che registra un +10%.

Altri prodotti che registrano un grande aumento sono il pollame (con +8,4%), la frutta fresca (con +8,1%), il pesce fresco (con +7,6%) e i gelati (con +6,2%).

Il latte e la margarina salgono di 5,7%, mentre riso e zucchero di 5,6%. Il pane, sia fresco che confezionato, assieme ai succhi di frutta, alla verdura e all’olio d’oliva, ha subito un aumento superiore al 5,5%.

Aumenti anche nei settori dei trasporti e dell’edilizia a Torino

Agli aumenti legati al cibo, si aggiungono i problemi legati ad altri settori.

Per quanto riguarda l’edilizia, le preoccupazioni maggiori riguardano i beni con cui smaltire le commesse.

Nel settore dei trasporti, già messo in ginocchio dai due anni di pandemia, si registra una diminuzione degli spostamenti del 70% sia per gli autobus turistici e che per quelli pubblici, oltre a quelli con noleggio di conducente affittati da privati ed imprese.

Anche il numero degli spostamenti in taxi è sceso, assieme a quello dei viaggi di istituzione e alle gite scolastiche.

I rincari maggiori legati a questo settore si registrano per le operazioni di manutenzione, soprattutto quelle dei veicoli che rimangono inutilizzati nei depositi (+20%).

Si registra, inoltre una carenza di personale per il trasporto su tir, in quanto solo a Torino i posti di lavoro che sono rimasti vacanti sono 300.

La causa degli aumenti generalizzati a Torino: i costi del carburante, dell’energia e del gas.

Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, afferma che l’aumento generalizzato dei prezzi influisce sul potere d’acquisto delle famiglie, mettendo in crisi le imprese torinesi, già colpite dall’incremento dei prezzi delle materie prime.

Gli aumenti più preoccupanti, secondo Felici, riguardano il carburante (sia quello utilizzato per il riscaldamento, sia quello utilizzato per autotrazione) e, di conseguenza, quello dell’energia e del gas.

Uscire da questa situazione difficile sembra molto complesso ma, conclude Felici, l’obiettivo, in tema di politiche energetiche, dovrebbe essere l’indipendenza dagli approvvigionamenti provenienti dall’estero, anche investendo su possibili tutte le possibili fonti energetiche, tra cui anche le rinnovabili.

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