Urbanistica

Torino, strade e marciapiedi sono in condizioni critiche

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La situazione delle strade e dei marciapiedi della Città di Torino è drammatica e in peggioramento col passare degli anni. Il confronto con il 2007, che vantava un buon 60% di strade in buone condizioni, con la situazione odierna fa rabbrividire. I fondi per la manutenzione delle strade sono stati ridotti del 90% negli ultimi vent’anni. L’origine del problema, ben chiara agli addetti ai lavori, risiede nella spesa annua: nel 2007 sono stati impiegati 6 milioni in manutenzione, l’anno scorso solo 800mila.

La percentuale delle strade in buone condizioni è scesa rapidamente dal 60% al 45% dei giorni d’oggi. Inoltre, c’è un altro problema da affrontare: che fine ha fatto la macchina tappabuche che prometteva di risolvere il problema su larga scala? Semplice: nonostante l’efficacia dimostrata, il costo era troppo elevato per la disponibilità economica del Comune di Torino. La produttività del macchinario si è dimostrata molto elevata ma al costo di 40mila euro a settimana, troppo cara. A rientrare nelle tasche dell’Ente è, però, la sua compagna minore: la “squadretta tappa buche”. Alla modica cifra di 4mila euro a settimana, il Comune può permettersi la spesa ma i risultati non sono altrettanto apprezzabili.

Inoltre, poche settimane fa ha ceduto un pezzo di asfalto alla Rotonda Maroncelli.

Strade e marciapiedi a Torino sono in stato critico: i dettagli

Ci sono state altre riduzioni drastiche nel corso degli anni: per esempio, i fondi per la manutenzione straordinaria sono stati ridotti del 50%. Questo significa, nel concreto, che è necessario dare priorità ad alcuni interventi a discapito di altri per l’impossibilità di effettuarli tutti contemporaneamente. Solo alcuni cantieri ottengono il finanziamento e, ove succeda, attendono comunque un anno prima di partire.

Concretamente, se l’intervento in questione è fissato al 2022, dopo l’approvazione del progetto passerà ancora un anno e mezzo circa. Questo comporta “tacconare” nel tempo di scarto, in attesa dell’intervento straordinario. La soluzione sarebbe aumentare il budget di spesa ma è più semplice a dirsi che a farsi. Bisognerebbe riguadagnare i fondi perduti nel tempo per operare sul suolo pubblico in modo significativo.

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