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Eurovision, 12 mila torinesi come volontari, ma scoppia la polemica

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Per l’Eurovision ben 12 mila torinesi hanno risposto all’annuncio del Comune per fare i volontari durante il prestigioso evento europeo, che si terrà il 10, 12 e 14 maggio.

Solo 1000 di loro però potranno lavorare come volontari ufficiali.

Tutti gli altri daranno invece una mano a gestire i vari eventi collaterali che il Comune ha in mente di organizzare.

Il tema dei volontari però aveva suscitato polemiche fin da quando il Comune aveva pubblicato la domanda-avviso.

E continua tutt’ora, con le proteste sollevate nelle settimane scorse da Andrea Russi e Valentina Sganga, esponenti del Movimento 5 Stelle.

Giovedì mattina quindi questo tema è stato affrontato durante la seduta della quinta commissione del consiglio comunale.

Non sono mancati i momenti di tensione, con provocazioni e speculazioni, culminati poi in parole grosse tra esponenti della stessa maggioranza.

In particolare, Silvio Viale ha alzato la voce contro alcuni esponenti del Partito Democratico, inscenando anche il gesto delle manette in risposta a chi minacciava l’intervento dei vigili.

L’Eurovision si avvicina ma scoppia la polemica per i volontari: tutti i dettagli

Viale si opponeva alla possibilità che la maggioranza votasse contro l’invio in consiglio comunale di un particolare documento.

Un documento presentato da Sganga e Russi per chiedere che Torino garantisse un rimborso spese per i volontari.

Gli assessori in sala hanno così precisato che i volontari avranno solo compiti di gestione dei flussi, delle informazioni, di accreditamento agli eventi in sala stampa e di accoglienza ai visitatori.

Insomma, attività per agevolare il lavoro complesso e faticoso dei professionisti. Un impiego di supporto, che non andrà a sostituire nessuna figura professionale.

Intanto, tra le numerose persone che si sono offerte per contribuire durante l’Eurovision ci sono anche coloro che aiutarono durante le Olimpiadi Invernali del 2006.

Oggi si sono organizzati in numerose associazioni e ora sono pronti a scendere nuovamente in campo per garantire il loro supporto.

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