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Torino, l’operazione”Dirty Beauty”: sei mesi di carcere per aver tagliato orecchie e coda al cane

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Oggi, dopo 4 anni, il Tribunale di Torino ha dato il verdetto per l’operazione “Dirty Beauty” contro un uomo che ha mutilato il proprio cane. Il giudice si è pronunciato con una condanna a sei mesi di reclusione per l’uomo che ha tagliato orecchie e coda al proprio cane per ragioni estetiche.

Una sentenza a tratti storica, che riconosce ancor di più i diritti degli animali e condanna la barbaria verso i cani.

Infatti da diversi anni in Italia tagliare orecchie e coda al proprio cane è stato riconosciuto come un atto di violenza immotivata verso l’animale. Una pratica che porta a una grande sofferenza per i canidi.

In Piemonte, inoltre convive da tempo con una emergenza che riguarda il sovraffollamento dei canili comunali, soprattutto a Torino. Il Comune da tempo sta cercando di creare una nuova struttura per correre in soccorso dei trovatelli e delle associazioni animaliste che stanno soffrendo questa situazione di sovrannumero di animali nelle strutture.

A Torino arriva la sentenza dell’operazione “Dirty Beauty”: i dettagli

La vicenda è partita da lontano, quando nel 2018 i le guardie zoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) di Roma hanno svolto dei controlli durante una competizione canina della capitale.

L’operazione Dirty Beauty ha scovato due ex residenti di Torino con un cane, un American Bully, con orecchie e coda mozzati. I proprietari sono stati denunciati per violenza su animale e lesioni.

Alla base della mutilazione c’era esclusivamente una ragione estetica, che causa grande dolore agli animali.

La sentenza, in prima istanza, prevedeva dodici mesi di reclusione, ma i due uomini hanno infine patteggiato per sei mesi di carcere.

In Italia la legge n. 201/2010 vieta questa pratica e la punisce fino a 18 mesi e 30 mila euro di ammenda. L’OIPA inoltre invita i veterinari a denunciare i padroni di animali con mutilazioni evidenti.

(foto di repertorio)

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