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Torino, turismo e montagna sempre più in difficoltà

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Soffre il turismo a Torino, molti hotel valutano la chiusura

Per quanto speranza abbia portato l’inizio del nuovo anno, ritornano gli incubi per i lavoratori del turismo in Piemonte e nelle città di Torino.

Le nuove misure di prevenzione contro l’ondata dei contagi mettono in ginocchio il settore terziario regionale, che adesso si trova a dover fare i conti con paure e difficoltà che si credevano ormai passate.

A subirne le conseguenze più ardue sono proprio gli hotel di Torino che, secondo le previsioni di Federalberghi, vedranno solo il 10% dell’occupazione delle camere nei primi due mesi del 2022.

Una situazione simile, se non uguale, a quella dell’anno scorso quando la Regione si trovava serrata in zona rossa.

Condizioni critiche anche per la montagna che ora più che mai patisce l’assenza dei turisti stranieri, così come anche la carenza di neve sugli impianti.

Per quanto non si possa paragonare il panorama pandemico di questo momento con quello dell’anno scorso, il turismo di Torino sembrerebbe subire quindi le conseguenze di un paradossale “effetto lockdown”, percepito in assenza di decisioni governative in tal senso.

Sono diverse infatti le strutture ricettive metropolitane che starebbero valutando di chiudere temporaneamente per limitare i danni.

Una scelta che molti vorrebbero evitare, preferendo dall’altro lato l’arrivo di aiuti e sostegni da parte del governo.

Sotto forma di proroga della cassa integrazione Covid e della moratoria dei mutui finanziamenti; credito di imposta per gli affitti e sospensione dell’Imu.

Allo stesso tempo, Federalberghi si muove anche sul fronte interno chiedendo ai comuni sgravi dei tributi locali (Tari e Cosap) per assicurare la sopravvivenza delle imprese.

Crolla a picco la fiducia degli albergatori di Torino

Il nuovo anno per il momento non sta portando altro che cattivi presagi.

All’orizzonte infatti si prospettano ulteriori cali del fatturato, seguiti poi dall’aumento del caro bolletta che in pochi, se non nessuno, saranno in grado di sostenere.

Nuovi aiuti da parte dello Stato sono al momento tanto richiesti quanto necessari, almeno per quanto riguarda misure di sostegno e sgravi fiscali, con lo scopo di tenere in piedi un settore terziario che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone.

Il timore raggiunge anche la montagna che, nonostante i numeri positivi registrati nel mese di dicembre, guarda con inquietudine ai prossimi mesi.

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