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Oggi Gunter Demnig poserà le “pietre d’Inciampo”a Torino

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Anche quest’anno il Giorno della Memoria inizia già a metà gennaio con la tradizionale visita di Gunter Demnig, l’artista tedesco si occupa, ormai da 30 anni, di piazzare personalmente le “Pietre d’Inciampo” in giro per l’Europa e passando anche da Torino. Queste “pietre” vengono poste sui selciati delle vie e delle piazze di città e borghi e l’artista ha sviluppato un rapporto speciale con la città di Torino.

Con l’aggiunta di oggi si arriverà a quota 130 blocchi di ottone che serviranno a segnalare al passante, anche al più distratto, che in quel luogo risiedeva una delle vittime della furia del nazifascismo. Le pietre non ricordano soltanto i cittadini ebrei, ma anche militari, civili, resistenti, prigionieri politici.

Ci saranno più tappe: la partenza è da via Nizza 340 alle ore 9 e si arriva in via Saorgio 21 alle ore 14.30. L’artista tedesco è tornato a Torino per aggiungere otto nuove Pietre d’Inciampo per ricordare altrettante figure torinesi vittime del nazifascismo.

Anche quest’anno Torino avrà le sue pietre d’inciampo: i dettagli

Si tratta del più grande museo d’arte diffuso nel mondo (sono 90.000 in 26 paesi europei) e oggi entreranno nello speciale albo:

  • Claudio Pescarolo, ebreo, viveva in piazza Statuto 13 (la pietra verrà collocata sul luogo alle 11.30). La polizia lo ha arrestato a Torino nel giugno del 1944 e deportato in Germania, per poi mancare nel gennaio del 1945 in una prigione in Westfalia
  • Giovanni Montrucchio, antifascista, deportato nel campo di concentramento di Mauthausen con il numero di matricola 42.294. La sua pietra sarà la prima ad essere collocata e avverrà in via Nizza 340

All’artista tedesco, padre di questa idea artistica di grande impatto emotivo e storico-sociale, sarà conferito il titolo di “Accademico d’Onore”. La consegna del titolo avverrà alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Accademia Albertina d Torino. Il suo lavoro d’arte pubblica passerà alla storia come un’opera volta alla ricostruzione della memoria collettiva. Per tal ragione, il Museo diffuso della Resistenza di Torino ha fortemente voluto consegnare questo prezioso riconoscimento all’artista tedesco.

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