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Torino, dopo le festività si registra un nuovo crollo del turismo

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Torino viene invasa da un crollo drastico del turismo dopo il periodo delle festività. Le imprese sono a terra e il bilancio piemontese non è positivo.

Il bilancio del Cna, appunto, ha dimostrato che per il Capodanno la ristorazione, in Piemonte, ha sofferto la metà delle disdette totali. Un numero spropositato, data la situazione di crisi che già influisce abbastanza sull’operato dei ristoratori.

Oltre al settore della ristorazione, anche a livello cittadino la pandemia non ha fatto sconti. Gli operatori del turismo sono allarmati per la situazione che si prospetta.

È un momento difficile per i settori del terziario. I dati della Federalberghi confermano che la situazione è critica anche per loro. Si aggiunge alla lunga lista dei settori in difficoltà anche quello che riguarda gli affitti brevi. Per esempio, ci sono state numerose disdette all’ultimo minuto sul famosissimo sito di affittuari Airbnb.

Non solo Torino: Il crollo del turismo in montagna

Il crollo del turismo è evidente. Anche nelle valli, dove si sperava che la situazione potesse migliorare, gli operatori sono disperati. Infatti, di neve non c’è traccia e ancora non si vedrà per una settimana almeno dopo l’Epifania.

Le piste da sci più note in Piemonte, come quella in Via Lattea e quella di Bardonecchia, hanno accolto rispettivamente 16.500 giornalieri e 6000 ingressi. Sembrerebbe una situazione ottimale ma non è così. Infatti, grazie alla temperatura di questi giorni, gli operatori si permettono di sparare tutta la neve artificiale necessaria per riempire le piste e di conseguenza per attirare turismo. Peccato che i turisti non sono giunti a destinazione nel numero che si aspettavano. A causa delle restrizioni Covid gli stranieri sono stati costretti a restare a casa e gli italiani a disdire le prenotazioni.

È stato registrato un calo anche per quanto riguarda la sezione alberghi in montagna, calo che però non sembra riguardare il Club Med di Pragelato con le sue 400 camere. Gli operatori sono preoccupati dell’aumento dei contagi e hanno timore che nuove disposizioni possano bloccare tutto un’altra volta. Sperano di non incappare nuovamente nella situazione tragica dell’anno scorso. Alcuni di loro, come il presidente di Uncem Marco Bussone e il sindaco di Pragelato, hanno messo le mani avanti a scopo preventivo. Hanno, infatti, chiesto al governo di prevedere nuovi ristori per la montagna.

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