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Piemonte, a gennaio la firma del contratto con Trenitalia

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Dopo tutte le altre regioni italiane, anche il Piemonte firmerà il contratto di servizio con Trenitalia. A deciderlo è la giunta Cirio.

In questo modo Trenitalia non si impegna solo a garantire gli stessi livello di servizio per i pendolari, ma promette anche l’arrivo di una quarantina di nuovi convogli per Milano, Genova, Savona e Cuneo.

Così finalmente la situazione di incertezza tra la regione e la società ferroviaria che ha portato all’apertura di 4 ricorsi e che dura dal 2017 ha trovato pace.

Il consiglio regionale ha dato il via libera a una manovra finanziaria che destinerà 150 milioni in dieci anni ai servizi ferroviari.

Il costo annuo del servizio salirà da 110 a 125 milioni. Il consiglio della regione ha così chiesto a Trenitalia un tariffario aggiornato sui costi dei servizi che potrebbero essere offerti.

E torna anche a far discutere un tema su cui molto si è dibattuto negli ultimi anni: il ripristino di alcune linee.

Nel 2012 infatti la giunta di Roberto Cota aveva scelto di sospendere ben 12 tratte, definite rami secchi per l’alto costo e il basso flusso di passeggeri.

Tutte le forze politiche e le associazioni ambientaliste protestarono per la scelta, ma per ripristinare tutte le linee ci sarebbero voluti almeno 30 milioni all’anno.

Ora però la giunta Cirio è fiduciosa: la Regione e Trenitalia firmeranno un accordo per concedere alla società ferroviaria il monopolio sul trasporto ferroviario locale e così ci sarà anche spazio per una trattativa.

A patto però che il consiglio regionale trovi risorse aggiuntive.

La Regione Piemonte firma il contratto di servizio con Trenitalia: tutti i dettagli

Probabilmente le prime tratte che si potrebbe pensare di riaprire saranno la Asti-Alba, Arona Santhià e la Novara-Varallo.

Rimane però il problema delle risorse, che devono essere sufficienti per garantire il servizio per molti anni.

Una prima soluzione per ripristinare delle linee soppresse potrebbe essere quella di candidarle per la sperimentazione dei treni all’idrogeno. Così si potrebbero utilizzare i fondi del Pnrr.

Punto di forza di questa soluzione sarebbe la presenza a Savigliano dell’Alstom, la multinazionale francese che fabbrica questi nuovi convogli.

La tratta Asti-Alba per la sua vicinanza potrebbe così entrare a far parte della candidatura.

La Regione ha poi aperto con il Ministero dei trasporti anche due dossier per il servizio ad alta velocità.

Il primo riguarderebbe il ripristino del Frecciabianca che collegava Torino a Bologna e alla riviera romagnola passando per Alessandria e Asti.

Il secondo invece riguarda i Frecciarossa che collegano Milano e Torino con Parigi. I treni fermano a Modane ma non a Oulx o Bardonecchia, servizio che invece per la Regione dovrebbe essere assicurato.

Resta infine l’incognita della Torino-Ceres. I cantieri dovrebbero finire per dicembre 2022 e la linea dovrebbe essere aperta a gennaio 2023. Non si sa ancora però se la rete passerà da Gtt a Rfi.

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