Comune di San Mauro Torinese: territorio, abitanti, frazioni e punti di riferimento

Da Alessandro Maldera
Dicembre 28, 2025

an Mauro Torinese (in dialetto piemontese San Mò) è un comune della Città Metropolitana di Torino, con 18.332 abitanti, ormai conurbato con l’area metropolitana torinese. È un posto “di confine” in senso buono: da una parte il fiume Po, dall’altra la collina sotto lo sguardo di Superga. Quindi, se cerchi natura vicina alla città e una storia lunga (lunghissima), sei nel punto giusto.
San Mauro: numeri e riferimenti chiave
- Abitanti: 18.332
- Nome storico: Pulcherada (attestato nel 991)
- Elemento chiave: il Po (riva destra + area in riva sinistra)
- Ponti: Ponte Vecchio (1912) e Ponte XI Settembre (2001)
- Luogo simbolo: Abbazia di Santa Maria in Pulcherada
Profilo e identità del Comune
San Mauro è cresciuto tantissimo nel secondo dopoguerra: infatti lo sviluppo urbanistico e l’aumento demografico hanno cambiato volto al paese. Eppure, nonostante l’espansione, restano ben visibili i suoi pilastri: il fiume, la collina e soprattutto l’eredità dell’antica Pulcherada, legata a un nucleo monastico che ha fatto da “cuore” al primo abitato.
Dove si trova e com’è fatto il territorio
Il comune è a est di Torino, nel tratto dominato dalla Basilica di Superga, e si sviluppa soprattutto sulla riva destra del Po. Storicamente, inoltre, era lungo l’antica strada che collegava la Porta Praetoria di Torino (nell’attuale Piazza Castello) con la romana Industria (oggi Monteu da Po) e poi verso Valenza e Casale Monferrato.
Una parte del territorio, invece, è anche sulla riva sinistra del Po: è collegata dal Ponte Vittorio Emanuele III (1912), oggi chiamato Ponte Vecchio, perché successivamente è stato affiancato dal Ponte XI Settembre (2001). In pratica: il Po non divide e basta, ma “organizza” il Comune.
Paesaggio urbano, ambiente e clima “di pianura torinese”
San Mauro è un mix: aree residenziali cresciute nel Novecento e un nucleo storico più riconoscibile attorno alla zona dell’antica abbazia. Poi, però, basta salire verso la collina e cambia subito l’atmosfera: ville, punti panoramici e boschi.
Quanto al clima, è quello tipico della pianura torinese: stagioni abbastanza marcate e, di conseguenza, una vita urbana che segue molto i ritmi del caldo estivo e dell’inverno più rigido (e spesso umido vicino al fiume). Niente poesia: il Po è bellissimo, ma l’umidità ogni tanto si fa sentire.
Storia: dalle origini di Pulcherada all’età moderna
Il primo documento che cita l’area è del 4 maggio 991: compare il nome Pulchra Rada / Pulcherada (“bella spiaggia/rada”). In quell’atto Anselmo marchese del Monferrato si impegnò a ricostruire l’abbazia benedettina distrutta dai Saraceni e viene richiamato San Mauro, discepolo di San Benedetto.
L’abbazia nacque tra VIII e IX secolo su un precedente insediamento di età romana; dopo l’anno 1000, finita la stagione delle invasioni, divenne un centro religioso e civile. Tra XI e XII secolo arrivarono donazioni e passaggi: nel 1029 e nel 1055 (unione temporanea con Susa), fino al riconoscimento imperiale del 26 gennaio 1159, quando Pulcherada fu eretta ad abbazia.
Nel XII secolo l’abbazia prosperò, ma la posizione di confine tra Monferrato e Savoia portò scontri e decadenza, culminata nel 1474 con la soppressione e la trasformazione in commendam. Dal 1420 la località prese ufficialmente il nome San Mauro; intanto il Po influenzava economia e regole locali (pesca nel 1445, pulizia del fiume nel 1575). Nel 1567 la comunità ottenne statuti e benefici; fino al 1603 l’abbazia restò ai Benedettini, poi passò al clero secolare.
Con i Savoia aumentano le tensioni: il 16 ottobre 1671 Carlo Emanuele II concesse in feudo la “seconda cognizione” a Giuseppe Maria Filippone (feudo poi agli eredi fino al 1720). In età napoleonica i beni abbaziali furono confiscati e nel 1803 venduti (22.000 lire); il 1° giugno 1803 Pio VII soppresse il convento e la chiesa divenne parrocchiale.
Nell’Ottocento il Comune cresce e nel 1862 assume il nome definitivo San Mauro Torinese. Nel 1880 viene inaugurata la tranvia Torino–Brusasco. Il collegamento decisivo sul Po arriva con il ponte deliberato nel 1907, costruito tra 1911 e 1912 e inaugurato l’8 settembre 1912 (oggi Ponte Vecchio). Nel secondo dopoguerra, infine, San Mauro si espande rapidamente e, dal 1961, la popolazione risulta raddoppiata.
Un percorso cronologico tra origini, snodi locali e cambiamenti del territorio: utile per leggere luoghi e tradizioni con la bussola giusta, senza perdersi nei dettagli. Storia di San Mauro Torinese.
Cosa vedere a San Mauro Torinese: luoghi, monumenti e panorami (versione accorciata)
- Abbazia di San Mauro / Santa Maria in Pulcherada
Dell’antica abbazia benedettina restano abside, parte della navata, campanile e la base della Cappella della Madonnina. La parrocchiale di Santa Maria in Pulcherada è nel borgo storico rialzato: struttura probabilmente tra fine X e inizio XI secolo, con elementi riconoscibili (monofore e lesene), poi rimaneggiata e restaurata in età barocca (1665). Il campanile (XII–XIII secolo) ebbe anche un ruolo difensivo.
- Cappella della Madonnina
Nel recinto dell’antico monastero: la parte inferiore a tre navatelle è forse coeva o precedente al cenobio originario.
- Chiesa di San Rocco
Lungo la statale arrivando da Torino (prima del ponte sul Po): costruita 1728–1731, campanile 1760, facciata 1781. Dopo un periodo di abbandono, è stata restaurata nel 1978 e oggi è usata per la messa feriale.
- Chiese del Novecento e altri edifici religiosi
Tra 1959 e 1966: nuove chiese di Sant’Anna, San Benedetto Abate e Sacro Cuore di Gesù. In collina trovi San Grato (Settecento) e la piccola Chiesa del Mariano (verso Castiglione).
- Collina, ville e punti panoramici
Tra le ville storiche: Villa Lavista (eclettica), Villa Nicolis (poi Famulato Cristiano fino al 1993), Villa Soley (1830, neoclassica con torre e parco). Simbolo collinare: Torre del Moncanino, neogotica, seconda metà dell’Ottocento, 52 m, sette lati, con angelo metallico in cima.
- Castello e Mulino di Sambuy
Verso la Valle Cerrina: muro di cinta e parco del Castello dei Conti di Sambuy (facciata in cotto, doppia rampa di scale), poi il Mulino di Sambuy progettato da Amedeo Peyron.
- Edificio Niemeyer (ex Cartiere Burgo)
Realizzato nel 1981 da Oscar Niemeyer; dal 2024 è sede di Argotec.
Una selezione ragionata tra centro, scorci sul Po, luoghi simbolo e passeggiate: utile per decidere cosa vedere senza perderti in mille opzioni. Cosa vedere a San Mauro Torinese.
Tradizioni, feste e identità locale: il Po, le fragole e il “bogianen”
Qui l’identità passa da tre cose: storia monastica, fiume e lavoro. Però c’è anche un elemento popolare fortissimo: le fragole. La coltivazione, secondo la tradizione, risalirebbe al 1706, quando il duca Vittorio Amedeo II donò ai contadini piantine importate dall’America come risarcimento dopo devastazioni di guerra. Il picco di produzione fu tra 1930 e 1950, con le frolere (raccoglitrici) e la celebre “fragolina nera”. Oggi la produzione è diminuita, ma tra maggio e giugno resta la Festa delle Fragole, che coinvolge tutto il paese.
E poi c’è il tema “piemontese doc” del bùgia nén: l’espressione viene collegata alla battaglia dell’Assietta (1747) come invito a non muoversi in linea; col tempo è diventata soprannome e presa in giro bonaria della prudenza piemontese. È una storia che, piaccia o no, è entrata nell’immaginario.
Economia, società e qualità della vita
La zona industriale si chiama Zona Pescarito: nel 1969 venne realizzato l’autoporto Pescarito, di circa 1 milione di metri quadrati. L’agricoltura, invece, si è ridotta rispetto al passato, ma restano coltivazioni di ortaggi, fiori e, appunto, fragole.
Sul lato società: al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera residente era di 994 persone, pari al 5,34%.
Quanto ai servizi culturali, la biblioteca civica “Germana Bocca” esiste dal 1966 e dal 2004 ha sede nel Centro Culturale Polivalente insieme a Centro Multimediale, Informagiovani e Ufficio Cultura; inoltre fa parte dello SBAM.
Tra le aziende del passato viene ricordata anche Hydromac, legata a macchinari pesanti.
Come arrivare e muoversi a San Mauro Torinese
Treno
San Mauro non ha una stazione ferroviaria nel centro
Automobile
In auto San Mauro è comoda perché sta subito a est di Torino, sulla direttrice del Po.
- Da Torino: arrivi in pochi minuti, scegliendo i collegamenti principali verso la fascia nord-est (Bertolla / corso Casale / zone limitrofe a seconda della provenienza).
- Da tangenziale/autostrade: ti conviene entrare nel nodo torinese e poi puntare verso l’area est lungo gli assi di scorrimento.
Trasporto Pubblico
GTT 61 (urbano/suburbano)
Se vuoi muoverti tra San Mauro Torinese e Torino senza troppi giri, la linea GTT 61 è in genere quella più comoda da considerare. Collega l’area di San Mauro (zona via Mezzaluna) con Torino, arrivando fino alla zona di corso Vittorio Emanuele II / Porta Nuova, quindi è utile sia per chi va in centro sia per chi deve prendere treni o metro.
GTT 3107 (extraurbano – Bacino E)
Per spostamenti fuori dall’area urbana, invece, vale la pena controllare la GTT 3107, una linea extraurbana del Bacino E. In base a orari e varianti di percorso, può coprire collegamenti come San Mauro ↔ Chivasso (Movicentro) e, in alcune tratte, anche la direttrice Torino (zona via Fiochetto) ↔ Castiglione, con passaggi e fermate che interessano San Mauro. È la classica linea “jolly” quando devi andare oltre Torino o intercettare comuni vicini.
Mobilità dolce (a piedi e in bici)
San Mauro è un posto dove la mobilità dolce ha senso, soprattutto lungo l’asse del Po e verso la collina (ma senza raccontarci favole: la collina richiede gambe).
- A piedi: il centro storico e la zona dell’abbazia si girano bene a passo umano.
- In bici:
- lungo il Po e le aree pianeggianti è la soluzione più piacevole;
- verso Moncanino e le ville in collina è più impegnativo: meglio e-bike se non vuoi trasformarla in una tappa alpina.
FAQ – Guida ai quesiti frequenti su San Mauro Torinese
Ha 18.332 abitanti ed è conurbata con l’area metropolitana torinese.
Nei documenti compare come Pulchra Rada / Pulcherada (“bella spiaggia/rada”) già nel 991, legata alla ricostruzione del complesso monastico.
Il Ponte Vittorio Emanuele III del 1912 (oggi detto Ponte Vecchio) e il Ponte XI Settembre del 2001.
L’area dell’Abbazia di Santa Maria in Pulcherada, con resti significativi dell’antico complesso benedettino.
Di solito tra maggio e giugno, come eredità della tradizione agricola locale legata alle fragole.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



