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Torino, il Bike Park di Porta Nuova non decolla: due abbonati in tre mesi

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Il Bike Park di Porta Nuova è la prima velostazione costruita in Italia.

Eppure, nonostante le alte aspettative, sembra proprio che questo progetto non riesca a decollare. Inaugurato lo scorso giugno, il Bike Park di Porta Nuova era stato definito come uno spazio interamente dedicato ai ciclisti, in cui lasciare la bici in totale sicurezza. Da allora però il parco bici torinese è sempre rimasto vuoto.

Da quando ha aperto infatti si sono abbonati soltanto due utenti. Nell’arco di ben tre mesi e mezzo. A questo, si aggiunge una media di stalli occupati inferiore al 25% della capienza massima. Un sottoutilizzo evidente del servizio, insomma, costato 350 mila euro spesi da Rfi (310 mila) e dal Comune (40 mila).

Eppure, il Bike Park di Porta Nuova è uno spazio moderno, munito di telecamere di sorveglianza e aperto dalle 6 alle 24. Anche i suoi prezzi sono modesti: 80 centesimi al giorno e 12 euro al mese, 11 se si è abbonati anche ai mezzi pubblici. Inoltre, lo stallo per i bicicli è collocato in uno dei punti di Torino più frequentati dai ciclisti, grazie alla presenza delle recenti piste ciclabili.

Il Bike Park di Torino Porta Nuova non attira abbonamenti: i dettagli

Secondo i dati di 5T, infatti, il numero di biciclette che transitano su quelle piste ciclabili in appena due anni è salito in maniera esponenziale. I risultati raccolti mostrano infatti come da 389 biciclette registrate nell’ottobre 2019 si è arrivati a settembre 2021 a 2511. Praticamente sei volte di più. Come si spiega allora l’insuccesso del Bike Park di Porta Nuova?

La prima cosa che colpisce è l’alto numero di bicilette che vengono lasciate legate ai lampioni lungo la strada o sotto ai portici davanti a Porta Nuova. Secondo la presidente dell’associazione Bike Pride, questa situazione non dovrebbe stupire. Elisa Gallo infatti sostiene che, se si ha un buon lucchetto, è certamente più comodo, economico e veloce fissare la bici a un palo.

Inoltre, il Bike Park era stato pensato apposta come punto di intermodalità, per lasciare la bici e prendere il treno. O viceversa. Ovviamente, la pandemia di Covid19 non ha certamente favorito i trasporti. E anche il periodo estivo appena trascorso non è stato favorevole.

In ogni caso, una cosa è certa: il Bike Park di Porta Nuova è sottoutilizzato e non sta soddisfacendo le aspettative previste. Per questo ora Rfi sta avviando interlocuzioni con diverse società commerciali per promuovere la mobilità sostenibile. Obiettivo: rendere il Park Bike di Porta Nuova più appetibile, facendolo conoscere il più possibile.

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