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Il Caffè Platti di Torino cambia proprietà e ambisce a diventare un brand

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Storica svolta per il Caffè Platti di Torino, che all’alba dei 150 anni cambia gestione e ambizioni, con la possibilità di diventare un brand.

La storica pasticceria torinese passa dalle mani di Claudio Scaracco a quelle dell’imprenditore Roberto Munnia.

La ristorazione è un settore molto colpito nel torinese, dove per la pandemia hanno chiuso 549 ristoranti.

Tuttavia proprio la pasticceria ha mosso importantin passi verso la ripresa, con la pasticceria Gertosio che ripartirà con il marchio di Gerla 1927.

Un Piemonte che è salito inoltre sul tetto del mondo dell’arte bianca, con Alessandro Dalmasso che è stato l’allenatore della spedizione tricolore che ha vinto i mondiali di pasticceria.

Il Caffè Platti di Torino cambia proprietà: i dettagli

Roberto Munnia vuole ridefinire il concetto di tradizione ampliando uno dei locali storici della Città della Mole: il Caffè Platti.

La pasticceria mantenerrà la sua anima da laboratorio dolciario di prestigio, ma punta inoltre a diventare un brand.

Infatti l’insegna è presente sul territorio da 150 anni, ed è uno dei simboli della Torino Sabauda.

Lo scopo di Munnia è quello di rendere riconoscibile il nome del Platti in ogni ambiente della ristorazione, puntando a una nuova proposta che affiancherà quella canonica.

L’imprenditore ha una grandissima esperienza nella ristorazione sul territorio, e malgrado il periodo complesso ha deciso di investire fortemente nella ristorazione.

La nuova proprietà ha annunciato che la pasticceria diverrà un vero e proprio atelier del gusto. Alla proposta Piemontese verrà aggiunta qualche novità, come il Caffé Gourmand, tipico della tradizione francese.

Varierà anche la proposta ristorativa, con una proposta che andrà in contro alle esigenze dei lavoratori e dei turisti.

Infatti lo scopo è quello di portare il nome del brand fuori dalle mura del locale, portando a un catering di altissima qualità.

Luciano Stilitano sarà il capo pasticciere, un vero e proprio culture della tradizione piemontese.

Il progetto va di pari passo con la linea offerta dalla nuova associazione di esercenti di quartiere, che vuole dare una nuova vita dei portici di Vittorio Emanuele

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