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Torino, branco di cinghiali avvistati a Cavoretto

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Gli abitanti di Cavoretto la scorsa notte hanno avvistato un branco di cinghiali, un esemplare adulto e sei cuccioli, nel centro abitato.

Un ritrovamento, quello dei cinghiali, già noto ai residenti della Città della Mole, che già nel 2019 segnalarono alle autorità la presenza di fauna selvatica.

Da allora, specie nelle zone collinari della città, gli avvistamenti dei grossi suini è diventata sempre più frequente e allarmante.

Un avvistamento sicuramente più comune di quanto fatto registrare lo scorso maggio, quando in Piemonte una mandria di tori scappati tenne alta la soglia di attenzione pubblica.

Malgrado la mole ridotte, anche i cinghiali spaventati possono essere pericolosi, e le autorità impongono prudenza in caso di avvistamento.

Avvistati dei cinghiali nel centro abitato di Torino: i dettagli

Un automobilista, alle ore 23 di giovedì sera, ha avvistato in via Sabaudia, all’incrocio con corso Moncalieri, un branco di grossi suini. Si trattava per l’esattezza di sette cinghiali, una madre e sei cuccioli, che si aggiravano indisturbati sul manto stradale.

Le scorribande dei suini selvatici sono oramai sempre più frequenti, creando un disagio ai passanti e soprattutto agli automobilisti. Infatti il rischio di investire questi animali è elevato, e ciò potrebbe causare danni e sinistri stradali di gravi entità.

L’ultimo avvistamento era arrivato due mesi fa, quando un cinghiale fece mostra di sé nei pressi della basilica di Superga in pieno giorno.

I curatori della basilica sostengono che i mammiferi siano ospiti abituali nei dintorni della chiesa. Proprio per questo il Comune avrebbe richiesto all’Ente Parco un metodo per contenerli. Infatti gli animali devastano aiuole e vegetazione nelle zone limitrofe alla chiesa.

Chi vive in collina denuncia la devastazioni di orti e ingressi anche nelle residenze: un cinghiale, probabilmente spinto dal caldo, ha fatto visita alla piscina di una villa a Cavoretto.

Gli esemplari sono in crescita, e sempre più abituati all’uomo. Coldiretti ha stimato in 10 mila il numero di esemplari da abbattere per riportare quieto vivere.

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