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Il maltempo a Torino mette in ginocchio gli esercenti all’aperto: dehors vuoti per la pioggia

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Il maltempo a Torino sta generando non pochi problemi agli esercenti di attività all’aperto.

In queste settimane estive molti imprenditori impegnati nella ristorazione e nel settore dell’intrattenimento stanno riscontrando diverse difficoltà nello svolgimento delle proprie funzioni. Numerosi bar e ristoranti dispongono di dehors all’aperto, per poter accogliere il maggior numero possibile di clienti, nonostante le restrizioni sulle capienze interne date dall’emergenza sanitaria.

Con la diffusione del Coronavirus i titolari si sono dovuti dotare di spazi esterni, spesso all’aperto e non riparati, per poter recuperare le perdite economiche causate dall’impossibilità di far stazionare un numero adeguato di clienti all’interno nei locali al chiuso.

Questa soluzione ha rappresentato un rimedio per contenere i danni economici e per recuperare quanto è stato perso nei mesi di chiusura forzata. Nonostante ciò, però, non mancano gli ostacoli imprevisti, come il maltempo.

I problemi lamentati dai commercianti locali per il maltempo a Torino

Le condizioni meteorologiche delle ultime settimane sono state così instabili da ridurre in maniera non indifferente il numero dei frequentatori di bar, ristoranti, piscine ed eventi all’aperto.

Gli organizzatori di appuntamenti live hanno pagato un prezzo altissimo, con le kermesse spesso rimandate all’ultimo per l’arrivo della pioggia. Non è andata meglio ai proprietari di attività di somministrazione, con molti esercenti che non hanno potuto fare conto sui loro posti all’esterno per mantenere un buon livello di incassi.

Questo clima incerto ha portato numerosi cittadini, seppur intenzionati a uscire, a temporeggiare e anche a rinunciare ad aperitivi e altre abitudini. Insomma, un disagio condiviso, ricaduto inevitabilmente sulle tasche degli imprenditori.

In questo contesto appare veramente difficile, per molti titolari, rientrare degli incassi mancati durante il lockdown e le chiusure a singhiozzo tra zone gialle, arancioni e rosse. Una situazione che ci si auspica possa migliorare, anche nella speranza di non dover assistere a nuove restrizioni e chiusure a partire dalla fine dell’estate e con l’arrivo dell’autunno.

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